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Parte Prima — Alta Italia
Fig. 29. — Torre dell'orologio a Castellazzo Bormida (da fotografia di C. Bruno).
La più bella e la più ampia è quella di Santa Maria della Corte (fig. 30), che si crede edificata la prima volta dalla contessa Maria, figlia di Adelberto, re longobardo, moglie del conte Ottone, che incominciò a regnare nel 1)50, come rilevasi da un istrumento del 6 d'ottobre del 1005, nel quale si legge: In Curie regia Gamundii per B.....memor comitissam Mariani, filiam Adelberti Regis, ecc. (1).
gennaio 11G2, essendo il primo diretto a Umberto pracposito ecdcsiae S. Martini Gamundiensi, e il secondo a' Canonicis ccclesiae S. Martini de Gain/indio. Andati poscia i canonici a San Martino di Alessandria, la chiesa di Castellazzo fu data ai PP. Agostiniani, che la possedettero coll'annesso convento fino alla soppressione napoleonica. Essa fu restaurata ed abbellita or sono pochi anni, pel zelo del reverendo curato D. Giuseppe Cavalieri, vicario foraneo, e la generosità dei parrocchiani sotto la direzione dell'architetto prof. Giuseppe A. Boidi.
(1) Dopo la edificazione di Alessandria i Gamundiesi ebbero colà, colle altre chiese, anche Santa Maria della Corte, trasportandone il capitolo nell'attuale di San Lorenzo e della Madonna della Neve; quella di Gamundio veniva quasi abbandonata; se non che poi, per istrumento rogalo Nicolao Gherardo del dì 15 giugno 1443, fu ceduta ai RR. Padri Serviti già esistenti nel paese, per un breve di Eugenio IV, in San Giacomo, nel vecchio castello, luogo loro donato da Martino Boidi