r . / •J\ >3il?JWfltóia fi» Ù13MU .
jtóvCitf c&rj'j-àjji. iiii ÙIJÌSS^VI •
¦ ci.- gtojt&fe ... , il?imisar:;ii2s& iè;
.• - ? 44 J xjjwì^ÌV®
MIA ' VAUSJ&flMlU Gk *
eira i&mitism'WZfiilSò Jiiiuaiio ìmì ùùm ^ >
tfwQCJ^w wates m.
ùiuiirn -
èastiai Ai ÙÌÌGCGÌM!^'/! 7 smik}*!»UUMAU •
infr .^i' ^f^-iliój^.'',--
'iimyiiS - àtt^Mi»^*. v^^^aswz
yjiiilìVÌU
L W Wjjtftiisu/ii^vAI
Fig. 24. — Lapide commemorativa del dono di cento cannoni ad Alessandria (da fotografìa).
deJ Guaschi, del secolo XIII, cancelliere di Gan Grande della Scala, autore di una Cronaca Universale, rinvenuta nella biblioteca Ambrosiana e stampata nel 1786 a Milano; frate Alessandro da Alessandria, dottore in teologia nelPuniversità di Parigi e oratore al concilio di Vienna nel 1311 ; Giorgio de' Merlani detto Merula Sta-ziello, del secolo XV, il quale fu professore di lettere greche e latine in Venezia, Milano e Pavia, scrisse la storia dei Visconti e scoprì nella celebre badia di Bobbio i manoscritti di Terenziano e di altri antichi autori; Giovanni Antonio Claro, continuatore della Cronaca Alessandrina, che incomincia col 1154 e termina col 1498; Giulio Claro, del sec. XVI, insigne giureconsulto e regio senatore, autore di opere legali pregevoli; Raffaele Lumelli, che dettò una storia pregiata di Alessandria dalla sua fondazione sino al 1586; Guglielmo Schiavina, autore degli Annali Alessandrini