Mandamenti e Comuni del Circondario di Alessandria
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Fig. 22. — Monumento ad Andrea Vochieri in Alessandria (da fotografia di F. Castellani).
Alessandria dal nome del papa /Alessandro III. Essa, col concorso dei comuni fondatori, in breve tempo popolossi in tal guisa da mettere in campo, dopo sei anni appena, parecchie migliaia dì combattenti, coi quali non solo sostenne eroicamente l'assedio di cui la strinse il sire tedesco, ma ne ruppe anche l'esercito. Dopo la gravissima sconfitta toccata dal Barbarossa a Legnano e la susseguila pace di Gostanza,
di 150 Piacentini. Non si saprebbe diffatti spiegare come dopo aver costrutta una fortezza sul Tanaro per opporsi all'imperatore, i Lombardi la lasciassero senza soccorso ed avessero aspettato 6 mesi a spedirle l'esercito che doveva liberarla. Fu l'esito dell'assedio che dimostrò l'importanza della nuova città e nel suo felice successo si ravvisò più tardi lo scopo della sua fondazione. Tanto è vero che riconoscendo l'importanza delle nuove fortificazioni e lo splendido esempio che Alessandria aveva dato della sua forza e del suo valore resistendo quasi senza aiuto estraneo all'esercito dell'imperatore, i Milanesi e i loro amici nel 1175 si opposero energicamente alla sua distruzione, e nella rinascente lotta contro l'imperatore, posero come prima condizione la conservazione della nuova città, la quale apparisce così come città della Lega. Il fatto che in quel tempo la Lega Lombarda intervenne come alleata del Papa nella lotta tra lui e Federico I e col nome di Alessandria esternò e mise in rilievo la loro alleanza, fece apparire la fondazione della città quale impresa della Lega Lombarda come misura di difesa contro l'imperatore. L'esito felice dell'assedio confermò tale concetto e diede luogo alla versione generalmente ammessa sull'origine della città, versione che gli scrittori di storia patria hanno facilmente accettata da uno all'altro per la difficoltà di rintracciare ed esaminare gli scarsi documenti che a quell'oscuro periodo della storia si riferiscono.