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La Patria. Geografia dell'Italia
Provincia di Torino
Gustavo Strafforello
Unione Tipografica Editrice Torino, 1890, pagine 614

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

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   GENEALOGIA DELLA REAL CASA DI SAVOIA
   Mal potremmo dipartirci dalla provincia di Torino, senza toccare due parole in fine della augusta dinastia regnante di Savoia, la quale ebbe per tanti anni la sua regal dimora in Torino e da Torino prese le mosse per l'indipendenza e l'unificazione della patria, ora felicemente compiute.
   Già nei brevi cenni storici di tutti quasi i Comuni sin qui numerati, ci occorse di dovere parlare dei principi Sabaudi nella loro successione genealogica di Conti, di Duchi e di Re; ragion vuole perciò che or qui raccolgarisi le sparse fila e stringansi in un sol fascio i rami tutti dell'antico, glorioso albero genealogico di Casa Savoia; il che faremo con la scorta delle storie e delle genealogie più sicure, c specialmente di quelle dì quel valente ed accurato istoriografo regio che fu Luigi Cibrario, date dal Calendario Reale del 1889.
   La Real Casa di Savoia, già signora, fin dal secolo XI, delle valli oltramontane della Duranza, dell'Arve, dell'Isère, dell'Are, acquistò il Piemonte, sulla metà del detto secolo, da Adelaide di Susa, figlia ed erede di Olderico Manfredo, il quale, abbracciando ne' suoi Stati quasi tutto il Piemonte, era, dopo Bonifacio di Toscana, il più ricco e potente signore d'Italia.
   Adelaide sposò in prime nozze un duca di Svevia di nome Erimanno; in seconde nozze, Enrico figlio di Guglielmo, marchese di Monferrato; e in terze nozze, Odone conte di Moriana, secondogenito di Umberto I (Biancamano) di Savoia. Dai due primi connubi non ebbe figli. Dal conte Oddone di Savoia, al quale aveva recato in dote la miglior parte della marca di Torino, o d'Italia, ne ebbe quattro; e di tal modo fu trapiantata in Italia l'antica augusta Casa di Savoia. Molta parte della suddetta dote le fu ritolta, verso la fine del medesimo secolo, da Bonifacio marchese di Savona, onde formossi il marchesato di Sai uzzo; il quale, sulla metà del secolo XVI, neli'estinguersi della linea di quei marchesi, ritornò alla Casa di Savoia. Conseguito, per forza d'armi e per alleanze, altre provincie, ebbe poi, per dedizione spontanea, la contea di Nizza, ed ottenne successivamente, per compera, la valle dell'Ossola, la contea di Tenda, le valli di Maro e di Prelà, e il territorio di Oneglia. Nel 1713, pel trattato di Utrecht, conseguì il lungamente contrastato possesso del Monferrato, il Vigevanasco, il territorio d'Alessandria, la valle della Sesia, le Langhe, l'isola di Sicilia, cambiata poi con quella di Sardegna; e finalmente, pel trattato di Vienna del 1814, aggiunse agli antichi Stati anche quello dell'ex-repubblica di Genova. Quaranta principi di questa Casa si sono finora succeduti sul trono: 17 dei quali col titolo di Conti (1003 a 1391); 14 col grado di Duca (1391 a 1675); e 9 colla dignità di Re. La linea maschile, che diede i primi 37 sovrani, si estinse nel re Carlo Felice, morto senza discendenza nell'anno 1831 ; le succedè, per diritto ereditario, il ramo di Savoia-Carignano, ora regnante, come dal seguente prospetto genealogico:
   CONTI
   1003 Umberto I (Biancamano) conte d'Aosta, di Moriana, di Savoia, ecc., sue prime notizie nel 1003, ultime 1056; sposò Ancilia; si crede sepolto nel vestibolo della cattedrale di San Giovanni di Moriana.
   Suoi figli: Amedeo (?) seguente; Aimone, vescovo di Sion, morto nel 1053; Odone, seguente; Burcardo, vescovo.