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La Patria. Geografia dell'Italia
Provincia di Torino
Gustavo Strafforello
Unione Tipografica Editrice Torino, 1890, pagine 614

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

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   Parte Prima — Alta Italia
   Paste da minestra. — Un'industria assai sviluppata, quantunque non certo come nelle provincie meridionali e nel Genovesato, è quella delle paste da minestra. Le fabbriche di codeste paste sono 9: 4 a Torino, 3 a Gliieri, 1 a Rivoli ed 1 a Susa, con un complesso di 61 lavoranti.
   Conserve alimentari. — Torino è sede della Società anonima di esportazione agricola Cirio per la fabbricazione delle conserve alimentari, in uno stabilimento fornito di un motore a vapore di 20 cavalli; vi lavorano 62 operai. Anche il signor Sogno Bernardo ha, nella stessa città, una fabbrica di conserve alimentari, fornita di un motore a vapore di 10 cavalli, e nella quale lavorano 58 operai.
   Cioccolata. — Torino va rinomata per la sua cioccolata, di cui si fanno anche spedizioni all'estero. In quest'industria succede una specie di assorbimento, per cui a poco a poco le piccole fabbriche vanno scomparendo e sviluppansi invece le grandi con macchine speciali, prodotti migliori ed utile divisione del lavoro. Le cinque fabbriche principali di cioccolata in Torino, Talmone, Moriondo e Gariglio, Caffarel, Gaj e Eevel e Giuliano impiegano 102 lavoranti.
   Cicoria. — Due fabbriche di cicoria furono in attività in Torino nell'anno finanziario 1887-88, occupando in complesso 8 operai e dando una produzione di 184 quintali.
   Oleificio. — L'oleificio è generalmente in decadenza nella provincia; il difetto sta nella materia prima, la cui produzione è troppo scarsa, per modo che conviene ritraila dal di fuori. ] noci erano la pianta oleifera più diffusa, ma ora, per parecchie ragioni, la produzione di essi è assai diminuita. Il ravizzone, il colza ed il lino sono coltivati in proporzioni minime, la canapa è coltivata solo per filaccia. E da far menzione della importante fabbrica di olio di semi di sesamo, appartenente alla ditta Davide Eossi e Figlio di Torino. Quest'opificio, nel quale sono occupati 36 operai, è fornito di un motore a vapore di 30 cavalli e di uno idraulico di egual forza. È una fabbrica grandiosissima, ili cui lo spazio è abbondante, il meccanismo perfezionato, la circolazione della materia prima ben regolata. 1 semi di sesamo sono importati in gran parte dall'Oriente.
   Vermouth. — Il vermouth che si fabbrica nella provincia di Torino ha acquistato oggimai fama mondiale e grande è il commercio e il consumo che se ne fa in ogni dove. Sette sono le fabbriche principali, di cui 4 a Torino, 1 a Cambiano, 1 a Chieri, 1 a Trofarello, tutte insieme con 147 lavoranti.
   Spiriti. — L'industria della distillazione dello spirito, specialmente dalle vinaccie, già molto diffusa nella provincia, è venuta man mano decadendo in conseguenza delle gravi tasse. Nell'esercizio finanziario 1887-88, su 2111 fabbriche destinate alla distillazione del vino e delle vinacce, solo 152 furono attive e produssero ettolitri 1462 di spirito, impiegando in complesso 450 operai.
   Birra. — Trovansi nella provincia 9 fabbriche di birra, di cui 3 in Torino, 2 in Aosta e l in ciascuno dei comuni seguenti: Borgofranco d'Ivrea, Fenestrelle, Gressoney Saint-Jean e Pinerolo. Nell'esercizio finanziario 1887-88 fabbricarono in complesso 29,045 ettolitri di birra, impiegando 71 lavoranti.
   Acque gazose. — Ben 34 sono le fabbriche di queste acque, di cui 14 in Torino ; nel medesimo esercizio finanziario 1887-88, produssero 97f3 ettolitri, con 66 lavoranti.
   Aceto. — Nello stesso anno finanziario 1887-88 furono in attività anche 3 fabbriche di aceto estratto dallo spirito, delle quali 2 in Torino eia Rivarolo Canavese; produssero ettolitri 3814 di aceto, occupando in complesso 8 operai.
   Industria serica. — Dalle industrie alimentari passando alle tessili, si presenta per prima l'industria della seta nelle sue varie forme: trattura, torcitura, tessitura, cardatura e filatura dei cascami. La trattura della seta si esercita in 35 opifici, dei quali i maggiori trovansi nei comuni di Castagnole Piemonte, Pinerolo, Castellamonte, Buriasco, Bibiana, Carmagnola, Bairo, Ivrea, Rivoli e Bricherasio. Sette di questi 35 opifici hanno annessa anche la torcitura della seta, la quale conia ancora nella provincia altri 23 opifici. Nel capoluogo Torino si contano 11 opifici per la tessitura della seta, alcuni fra i quali di molta importanza. I loro prodotti consistono in stoffe di pura seta e miste, com'anche in velluti di seta. Un altro opificio per la tessitura della seta trovasi a Settimo Torinese. Per la cardatura e filatura dei cascami lavorano due opifici, 1 in Perosa Argentina e l'altro in Abbadia Alpina.
   Industria della lana. — Per la filatura e tessitura della lana la provincia di Torino ha 7 opifici con 237 telai meccanici attivi, 94 a mano e 849 lavoranti; e pur la fabbricazione della lana meccanica, 6 opifici (di cui 4 in Torino) con 421 operai.