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La Patria. Geografia dell'Italia
Provincia di Torino
Gustavo Strafforello
Unione Tipografica Editrice Torino, 1890, pagine 614

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

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   Parte Prima — Alta Italia
   mosse esse stesse ed attivate per mezzo dell'aria compressa somministrata da apparecchi speciali detti compressori, stabiliti ai due lati del traforo e riceventi la forza motrice da un corso d'acqua.
   Dal lato di Bardonecchia il torrente di Melezet, dedotto da una distanza di 3500 m. mediante un bellissimo lavoro di canalizzazione.
   A Modane, o, a dir meglio, ai Fourneaux, l'Are, il quale, non avendo una caduta naturale sufficiente, era innalzato, mediante quattro ruote idrauliche e pompe, ad un'altezza di 26 metri.
   Ogni perforatrice poteva dare 200 colpi al minuto. Il numero degli operai impiegati nel lavoro titanico fu di 1500 nel verno e di 2000 la state ad ogni imboccatura. Comprendendovi le famiglie di molti dei lavoranti, il Grattoni fece ascendere in media a più di 3000 le persone che stanziarono ai due lati della montagna.
   Uscendo fuori del tunnel, paransi innanzi allo sguardo meravigliato le Alpi che rizzatisi superbe sul fianco destro dell'Are, vale a dire, il gruppo della Vannoise, col circo e i ghiacciai di Clavières, di cui abbiamo dato una veduta a pag. 20Ì del Sunto introduttivo, le Aiguilles di Polset e di Péclet, e il fondo della valle con Modane e Fourneaux, che stanno sotto un centinaio di metri.
   Proprio di fronte all'imboccatura settentrionale della grande galleria, sopra Modane, sorgono i due forti del Replat e del Replaton, sovrapposti l'uno all'altro.
   Piegasi a sinistra scendendo sulla falda del monte e quindi, entrando nel val-loncello di Bieux Boux, si traversa la galleria di Sant'Antonio (568 m.) e, incurvando attorno al villaggio di Modane, si volge a ponente costeggiando la sponda sinistra dell'Are, finché si arriva, dopo percorsi 4 chilometri, dall'imboccatura alla stazione di Modane. Questo primo borgo francese, che presentiamo ai nostri lettori (fig. 186), è situato sulla sinistra dell'Are in un fertile bacino, dominato a nord dal grande gruppo o dalla catena di monti della Vannoise, a mezzodì dalle montagne selvose del Fréjus; a ponente la montagna par chiusa intieramente, e, a levante, si allarga ed è meno alpestre.
   La sua ricchezza principale consiste nei pascoli che nudriscono un bestiame numeroso; vi si ammirano bellissime selve di pini, di larici e di abeti.
   Facendo una punta da Modane a San Michele e a San Giovanni di Moriana si arriva a Pontamafray (fig. 187), piccolo villaggio con una sorgente minerale salsa e fredda di cui diamo una veduta, e quindi ad Aiguebelle (fig. 188), di cui presentiamo parimenti la veduta in un con quella del cosidetto Fauteuil des Tournettes (fig. 189), arido monte e di diffidi salita, che s'innalza a 2143 m. dal livello del mare sul lago d'Annecy, dietro il comune di Menthon.
   Situato sull'Are, con 1100 circa ab., all'ingresso settentrionale della valle della Moriana e in mezzo ad un bacino ben coltivato, Aiguebelle ebbe una grande importanza nel secolo decimoquarto mercè la protezione dei principi di Casa Savoia che abitavano il castello di Charbonnière.