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Parte Prima — Alta Italia
che dovevano essere sborsati soltanto a condizione che i lavori fossero compiuti nel termine di 25 anni. Era promesso un premio di 500,000 lire per ogni anno guadagnato sui 25 e codesto premio doveva salire a 600,000 per ogni anno guadagnato, se i lavori duravano meno di 15 anni.
In forza di un contratto particolare, stipulato il 31 ottobre 1867, gli ingegneri Grattoni e Sommeiller impegnaronsi a consegnare il tunnel prima della fine del 1871, il che avvenne effettivamente in grazia anche dell'attiva ed intelligente direzione dei lavori per l'ingegnere ex-deputato Borelli di Pieve di Teco.
Il 15 settembre 1871 tre treni partirono, a breve distanza l'uno dall'altro, da Torino, trasportando a Bardonecchia gli invitati italiani, fra i quali molti senatori e deputati ed alcuni ministri.
Noi ci rammentiamo sempre e non dimenticheremo mai le feste celebrate, sia a Bardonecchia sia a Torino, per l'inaugurazione del tunnel, feste a cui mancò uno dei personaggi ch'era stato il braccio destro dell'impresa,«Germano Sommeiller, rapito immaturamente, l'I 1 luglio, alla scienza, a'suoi amici ed ammiratori, ma di cui la gloria non rifulgerà però meno su quest'opera grandiosa e di cui fu già dato il nome ad un colle (Colle Sommeiller alto 2962 ni.) e ad un'alta vetta (Punta Sommeiller 3321 m.).
I lavori del traforo erano durati 15 anni a un incirca e la spesa totale salì a circa 75 milioni (ossia 6131 lire per metro lineare) di cui 20 milioni a carico della Compagnia ferroviaria Vittorio Emanuele.
La lunghezza del tunnel del Fréjus in linea retta del traforo era di 12,220 m. In seguito alle varie rettificazioni del tracciato primitivo, la lunghezza totale del sotterraneo percorso dai treni è, in cifre tonde, di 13,671 m.
La sua altitudine a Modane è di 1159 m.; nel punto culminante, di 1294 ni.; e a Bardonecchia, di 1291.50 m.
Per un confronto: la lunghezza totale del traforo del San Gottardo è di 14,912 m., la sua altitudine di 1100 m. (Goeschenen); 1155 nel punto culminante e 1145 m. (Air alo).
II traforo del Fréjus si dirige dal 22° nord-ovest al 22° sud-est e congiunge i Comuni dei Fourneaux, presso Modane, e Bardonecchia.
I terreni traversati nei lavori sono i seguenti:
1° 11 terreno dei calscisti, che forma la base del sistema e costituisce il piovente italiano della montagna traforata (9393 ni.).
2° Il terreno dei calcari massicci, spostato in parte e che trovasi presso il Colle d'Arionda (356 ni.).
3° Il terreno dei quarziti sopra Modane, uno dei tratti che ha dato più da fare a cagione della durezza della roccia (388 m.).
4° Il terreno antracitico all'ingresso savoino (2096 m.).
Le difficoltà del perforamento furono maggiori dalla parte di Modane che da quella di Bardonecchia, dovendosi traversare roccie quarzose, come le quarziti, i grès, le pudinghe, laddove la parte italiana non offriva che calcari scistosi, di facile perforazione.
L'imboccatura del tunnel dalla parte di Modane sta a 105 m. sopra il thalweg, e a Bardonecchia, al livello delle grandi acque.
La pendenza ascendente dalla parte nord è di 0.025, mentre dalla parte sud non raggiunge che il minimo necessario per lo scolo delle acque, ossia 0.0005.
La cima della montagna sta a circa 1800 m. sopra il tunnel.
La galleria è a due binari con marciapiedi ai lati. Il vuoto è alto sei metri dalla rotaia, la larghezza della vòlta è di otto metri alla nascita di essa e di 7.72 alla base dei piedritti.