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La Patria. Geografia dell'Italia
Provincia di Torino
Gustavo Strafforello
Unione Tipografica Editrice Torino, 1890, pagine 614

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

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   Parte Prima — Alta Italia
   Modane e Loutra.
   era convinto che sarebbe stata un'opera troppo lunga e dispendiosa lo scavare una galleria di tal fatta coi mezzi ordinari; 36 anni non sarebbero,bastati a finirla. Diversi furono i progetti aventi per iscopo, gli uni di diminuire la lunghezza della galleria innalzando il livello delle imboccature, gli altri, l'accelerazione del perforamento, ma furono riconosciuti insufficienti o inattuabili. Gli studi del Maus, ripresi dal ginevrino Daniele Colladon, il quale propose l'aria comprèssa come motore senza però indicare il modo di produrla e utilizzarla, e gli studi di Bartlett, ingegnere inglese, che inventò una macchina perforatrice, mossa per forza di vapore, misero gli ingegneri Grandis, Grattoni e Sommeiller sulla via di una grande scoperta. Dopo una lunga serie di esperimenti e di studi, pervennero a scoprire un modo sicuro ed efficace di comprimere l'aria, e indicarono i mezzi necessari per trasmettere la forza accumulata nell'aria compressa a considerevoli distanze, a fine di servirsene al doppio scopo di dar moto alle macchine e aria respirabile agli operai. Trovati i mezzi per vincere le difficoltà, i tre ingegneri, incoraggiati dal conte Cavour, per mezzo del ministro Paleocapa, presentarono al Parlamento Subalpino la proposta del traforo col nuovo sistema di perforazione. La proposta fu approvata con legge del 15 aprile 1857 e i lavori furono inaugurati il 30 dello stesso mese dal re Vittorio Emanuele in persona, il quale diede fuoco alla prima mina.
   L'annessione della Savoia alla Francia nel 1860, considerata da alcuni come un ostacolo alla grande impresa, le fu, tutt'al contrario, profittevole. Il Governo francese comprese facilmente tutta l'importanza economica del traforo pel suo commercio e vi si associò con una convenzione internazionale in data dei 7 maggio 1862. In virtù di quest'atto, la Francia addossavasi, nella spesa totale, la somma di 19 milioni,