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La Patria. Geografia dell'Italia
Provincia di Torino
Gustavo Strafforello
Unione Tipografica Editrice Torino, 1890, pagine 614

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

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   Parte Prima — Alta Italia
   Adelaide le fece varie concessioni. Va ricordata per varie fazioni militari ed è rinomata nell'istoria dei Valdesi per la vittoria che vi riportarono, nel 1689, sopra i Francesi capitanati dal marchese di Larrey, il quale, trincieratosi in capo al ponte di Salbertrand, ne fu sloggiato e rimase per giunta ferito.
   Coli, elett. Torino III (Avigliana) — Dioc. Susa — P3 T. e Str. ferr. Torino-Modane.
   Sauze d'Oulx (687 ab.). — Sta sulla strada alpestre che tende alla Ruà di Pragelato e a chilom. 3.69 da Oulx.
   Cernii storici. — Fu abitato dagli antichi Segovii, ed è menzionato nell'arco di Susa. Per questi angusti e pericolosi sentieri passava l'esercito francese con artiglieria, allorché, nella metà dello scorso secolo, sotto il comando del generale Belle-Isle, andava ad assalire le posizioni fortificate dell'Assietta, e vi rimaneva ucciso lo stesso generale il 19 luglio 1747.
   Coli, elett. Torino III (Avigliana) - Dioc. Susa — P2 T. a Oulx.
   Savoulx (511 ab.). — A sinistra di vai Bardonecchia e a chilom. 4.93 da Oulx, fra scoscesi dirupi e gruppi di noci. Bella chiesa del 1450. Argini fortissimi, formati di grossi macigni, vi proteggono la ferrata dall'impeto delle acque.
   Uomini illustri. — Ebbe origine in questo villaggio la famiglia Bonnot, che diede alla Francia i due celebri scrii tori Mably e Condillac.
   Coli, elett. Torino ITI (Avigliana) — Dioc. Susa — P2 T. a Oulx.
   Da Bardonecchia a Modane pel tunnel del Fréjus.
   Già a pag. 268 del Sunto introduttivo, trattando delle strade ferrate alpine, abbiamo dato un cenno del Traforo del Cenisio, il quale superavasi, com'è noto, in addietro (1868) per mezzo del sistema Fell, come vedesi dall'annessa figura 185; ma quest'opera è così grandiosa per le difficoltà superate, così notevole per l'invenzione delle perforatrici, così importante commercialmente e strategicamente, e fa tanto onore al genio italiano, che noi non possiamo dipartirci dal circondario di Susa e dalla provincia di Torino senza aggiungere i seguenti più minuti particolari.
   Tornando dunque a Bardonecchia e riassumendo, dal punto di diramazione presso Bussoleno sino a Bardonecchia, la strada ferrata si addentra e nasconde in 26 gallerie di una lunghezza complessiva, in cifre tonde, di 8 chilometri sopra uno sviluppo totale di 40 chilom.; valica 15 grandi viadotti; traversa 5 stazioni — Meana, Chio-monte, Salbertrand, Oulx, Bardonecchia, e fa una fermata a Beaulard.
   La differenza di livello fra il punto di partenza di questa linea e la bocca della grande galleria è di 829 metri; la pendenza media è di m. 20.50per mille; la massima del 30 per mille.
   Come già abbiamo visto, la prima idea di quest'impresa colossale spuntò nel cervello di Giuseppe Médail di Bardonecchia, il quale, sin dal 1832, la manifestava a re Carlo Alberto, unendovi un disegno che poco scostavasi da quello che fu poi definitivamente adottato.
   11 progetto non fu preso in considerazione e dieci anni dopo il Médail lo ripresentava corredato di particolari maggiori. Fu esaminato e piacque, ma non se ne fece allro, e il povero Médail morì, come tanti altri, nello sconforto di vedere scendere con lui inadempiuta nei sepolcro quell'idea a cui aveva consacrata la sua vita.
   Una tarda e postuma riparazione gli fu però accordata. Il 14 agosto 1881, per iniziativa della sezione di Susa del Club Alpino Italiano, inauguravasi a Bardonecchia un monumento al Médail, disegnato dall'ingegnere Lorenzo Rivetti, dell'altezza di