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La Patria. Geografia dell'Italia
Provincia di Torino
Gustavo Strafforello
Unione Tipografica Editrice Torino, 1890, pagine 614

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

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   Mandamenti e Cornimi del Circondario di Susa
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   perforazione della galleria del Fréjus; cantieri per i compressori; un gazometro; officine; magazzini; tettoie per porre al riparo le fucine, i depositi di materiali, ecc. La chiesa parrocchiale di Sant'Ippolito contiene un coro con stalli provenienti dal monastero della Novalesa e notevoli per la loro antichità e il loro merito artistico.
   Cenni storici. — Bardonecchia fu dato in dono da Carlo Magno al suddetto monastero della Novalesa, e, dopo di essere passato in possesso della contessa Adelaide di Torino e dei Delfini di Vienna, fu, nel trattato d'Utrecht, restituito, con tutta la valle, al Piemonte.
   Di Bardonecchia abbiamo già dato una veduta a pag. 271 del Sunto introduttivo e, a pag. 186 stessa parte, una veduta del celebre forte dell'Esseillon che chiude la valle della Moriana, domina il corso dell'Are, copre i passi del Grande e Piccolo Moncenisio, ed è passato, con la cessione della Savoia, in potere dei Francesi. I quali hanno smantellato uno dei quattro forti, quello detto di Carlo Felice, sotto pretesto ch'era rivolto contro la Francia. Il Governo italiano ha fatto costruire due forti di sbarramento e due batterie sul confine.
   Coli, elett. Torino III (Avigliana) — Dioc. Susa — P2 T. e Str. ferr. Torino-Modane.
   Beaulard (1022 ab.). — A 1146 m. e a chilometri 6.69 da Oulx, giace a destra del Bardonecchia sui confini della Francia da cui è separato da alte montagne.
   Cenni storici. — Secondo alcuni fu già antica sede dei Belaci, popoli registrati nell'Arco Augustale di Susa, i quali signoreggiarono l'intiera valle. Ma, secondo ricerche recentissime, il nome di Beaulard, che vuoisi far derivare dai Belaci, deriverebbe invece da betula e Beaulard non sarebbe che un derivato od una corruzione, di betularium, per essere ivi abbondantissime le betulle.
   A breve distanza dal villaggio sorge un gruppo di casupole, detto il Castello, dal quale si scopre gran parte delle valli contermini di Cesana, Oulx e Bardonecchia.
   Coli, elett. Torino III (Avigliana) — Dioc. Susa — P2 a Oulx, T. ivi e Str. ferr. Torino-Modane.
   Melezet (645 ab.). — Siede nel mezzo di una bella valle devastata però non di rado dalle inondazioni del Bardonecchia. Sui monti che la dominano a sud veg-gonsi alcuni pochi avanzi delle selve di larici da cui derivò il nome. La parrocchiale è abbastanza spaziosa e i terrazzani pretendono sia stata costruita sul modello di San Pietro di Roma.
   Coll. elett. Torino III (Avigliana) — Dioc. Susa — P2 T. a Bardonecchia.
   Millaures (436 ab.). — Nella valle di Bardonecchia a chilom. 14.79 da Oulx, faceva parte anticamente del Comune di Bardonecchia. Montagne coperte di pascoli con bestiame. Coll. e]etti Torino m (Avigliana) — Dioc. Susa — P2 T. a Bardonecchia.
   Rochemolles (408 ab.). — Nel vallone omonimo fra Bardonecchia e Millaures, con rio omonimo e una bellissima cascata a monte del villaggio. Si presume ch'esso sia molto antico e vuole la tradizione fosse saccheggiato dai Saraceni e che, in tempi meno remoti, lo devastassero gli Spagnuoli.
   C.oll. elett. Torino III (Avigliana) — Dioc. Susa — P2 T. a Bardonecchia.
   Salbertrand (1389 ab.). — Sorge a chilom. 7.39 da Oulx, lungo l'antica strada di Susa, sulla sinistra della Dora, là dove il burrone Geronde versa in essa le sue acque. Poco lungi dall'abitato sta una cappella antichissima, e su porzione del muro esterno è un gran dipinto a fresco rappresentante S. Cristoforo che passa il mare; e vicino trovasi dipinta pure a fresco e della stessa epoca, la Vergine Annunziata.
   Fra le memorie artistiche di Salbertrand va segnalato l'atrio della chiesa e la facciata, costrutta nel 1536, che destano ammirazione per la loro maestosità.
   Cenni storici. — Salbertrand è terra antica ed esisteva già nel secolo decimo-primo: se ne ha memoria in una carta del 1054 con la quale la celebre marchesana