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Parte Prima — Alta Italia
Mocchie (2811 ab.). — In vai di Susa, a sinistra del torrente Gravio, sopra una delle montagne più fertili della valle, in amena e favorita situazione, cosi d'inverno come d'estate. Molte miniere. Parrocchiale elegante con ampia piazza, e, nella regione Gastellazzo, vestigia visibilissime di antico castello che appartenne, secondo la tradizione, ad Amedeo VI di Savoia.
Cenni storici. — Questo grosso borgo di montagna, che diede il nome alla valli-cella in cui trovasi (detta dagli antichi Vallis Moccensis), appartenne, sin dal 1043, ai Benedettini. Nel secolo XV passò, con altri luoghi, sotto la signoria dei Barali di Susa.
Coli, elett. Torino III (Àvigliana) — Dioc. Susa — P2 T. a Gondove.
Mandamento di GIAVENO (comprende 3 Comuni, popol. 16,004 ab.).
Giaveno (10,735 ab.). — Siede sopra alti monti alla sinistra del Sangone, torrente che scende dal monte della Rousse e va a gittarsi nel Po sopra Moncalieri, a sud-est di Susa, a ovest di Bivoli e a nord di Pinerolo. La collegiata di San Lorenzo, a tre navate e di costruzione moderna, è mediocre, come sono mediocri i fabbricati. Vi sono cinque piazze : una davanti San Lorenzo, ombreggiata da due viali col campanile e l'orologio pubblico ; l'altra avanti la chiesa di San Rocco ; la terza, detta del Pozzo, nel centro del paese ; la quarta, detta della Porta della Buffa, all'ingresso della città venendo da Coazze; e la quinta finalmente, detta del Ballo, un po' al di sopra della precedente.
Nel palazzo già abbaziale, fatto restaurare dal cardinale Maurizio di Savoia, soleva passar l'estate, con tutta la sua corte, Carlo Emanuele II, e nel 1787 fu anche abitato dal principe di Piemonte e dalla sua sposa. Il palazzo del Collegio fu fondato dal cardinale Guido Ferrerò, vescovo di Vercelli, nel 1571, e contiene nell'interno una chiesetta elegante dedicata alla Vergine. Oltre l'ospedale vi fu fondato, non ha gran tempo, un ricovero per le ragazze per opera del teol. Valletti e della signora Fasella.
Sono in Giaveno parecchie manifatture, vale a dire, fucine, concerie, filande e cartiere, fra cui merita special menzione la cartiera fondata nel 1839 da G. B. Franco, con una macchina per fabbricar la carta cosidetta senza fine. Nelle fucine fabbricasi, secondo un metodo recente, moltissimo filo di ferro. Dotato dalla natura di aria salubre e di acque copiosissime, Giaveno prestasi ad ogni sorta di manifatture, le quali eranvi in fiore nei tempi addietro, quando cioè il distretto forniva le tele e i panni per le truppe, annoverandovisi allora più di 300 filatoi con fabbriche.
Cenni storici. — Narra il cronista della Novalesa (lib. Ili, cap. 4°) che, mentre re Desiderio difendeva, nel 773, il passo della Chiusa contro i Franchi, Carlomagno discese per questa via frammezzo alle montagne, in planiciem vici cui nomen erat Gavensis ; e che, raccolto poi l'esercito, sorprese i Longobardi alle spalle, i quali se ne spaventarono e fuggirono sbaragliati. Codesto fatto è anche narrato dal Balbo nel suo bel Sommario della Storia d'Italia (Torino, Unione Tip.-Editrice) e da altri.
Coli, elett. Torino III (Àvigliana) — Dioc. Torino — P2 T. e Str. tr. Torino Giaveno.
Coazze (4206 ab.). — Giace in ridente altopiano, alle falde del suddetto colle della Rousse, alla confluenza del Sangone e del Sangonetto, a chilom. 4.93 da Giaveno. Chiesa parrocchiale con antico campanile e bel palazzo con ampio giardino, di proprietà clella famiglia Falletti. Vi si fabbricano varii oggetti in ferro, utensili di rame e tele comuni. In prossimità di un rialto, detto VAlpone, trovansi alcuni avanzi di un'antica rocca, e, verso il colle della Rousse, le rovine di due forti costruiti per far fronte ai Francesi quando occupavano Fenestrelle.
Cenni storici. — Già lungamente posseduto dagli abati di San Michelé della Chiusa, per donazione dei marchesi di Torino, passò, nel secolo XVII, al senatore Sandri Trotti di Fossano e infine ai Falletti.
Coli, elett. Torino III (Àvigliana) — Dioc. Torino — P2 ivi, T. a Giaveno.