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La Patria. Geografia dell'Italia
Provincia di Torino
Gustavo Strafforello
Unione Tipografica Editrice Torino, 1890, pagine 614

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

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   Mandamenti e Comuni del Circondario di Pinerolo
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   d'iscrizioni gotiche anch'esse. Entro un nicchione nel muro che fiancheggia la scala veggonsi ritti ed appoggiati ad esso muro alcuni cadaveri disseccati.
   L'interno della chiesa è di stile gotico assai semplice. Presso l'altare maggiore si apre una porticina e per angusta scaletta, illuminata da una finestra gotica a vetri colorati, scendesi nell'ipogeo, o magnifica cappella funeraria — già dimora del predetto romito Giovanni da Ravenna — fatta costruire nel 1855 da Vittorio Emanuele II ove in distinti avelli illustrati dal Gibrario, giaciono, come abbiamo detto, parecchi principi e principesse di Gasa Savoia, fra cui il cardinale Maurizio di Savoia e le due mogli di Carlo Emanuele II. Havvi inoltre in faccia all'ingresso il mausoleo dell'abate Guglielmo di Savoia morto nel 1326; e in uno stanzone presso la chiesa, un dipinto a fresco assai conservato, e che credesi del secolo XIII, rappresenta, in varii scompartimenti, la storia della fondazione dell'abbazia.
   Per una scaletta in rovine si sale sul campanile donde si gode di un vastissimo e grandioso panorama dalle vette del Moncenisio e del Rocciamelone all'estremo limite delle pianure subalpine.
   Le riparazioni che, dopo il terremoto del 5 settembre 1886, furono fatte a questa chiesa, consistono in opere di sottomurazioni fatte in diversi punti, specie verso mezzodì, il cui lato strapiombò; si chiusero pure e si restrinsero certe aperture che indebolivano le fondamenta della medesima e le rendevano mal sicure, e qualche
   Franciscae Aurelianensis uxoris Car. Emmanuelis II quae forma egregia animo candidissimo sua-vissimo nientissimo viri delicium spes regni mense a nuptiis septimo praerepta est XIX hai. febr. a. MDCLXIIII vixit a. XVI tantum. — Corpus ejus guiescit incorruptum. Joanna Maria Baptista Nemulciensis uxor Caroli Emmanuelis II forma virili ingenio invida animi constantia studio bonarum artium pietate munificentia spectatissima quae post viri sui exitum ino-pinatrum acerbumque imperiurn cum laude gessit a. IX tum regnum Victorio Amedeo II Magno Principi filio suo tradidit renovandum amplificandumque a. MDCLXXXIIII sancte decessit ldib. martii a. MDCCXXIIII. Katiiarina Caroli III et Beatricis Lusitanae filia septennis in coelum rapior Mediolani a. MDXXXVI.
   Vos manent teterrima bella cari parentes et longa series aerumnarum at virtus ad astra evehet. Mariae Ducis Emmanuelis Philiberti filiae uxoris Philippi Principis Atestini Marchionissae Lan-ciensium piae comis munificae quae ob amissum parentem moerore confecta óbiit a. MDLXXX annorum XX1111.
   A questi principi si ha da aggiungere ancora Tommaso I, figlio del B. Umberto, il quale al presente si sa di certezza storica che fu sepolto qui, sebbene non si sappia dove sia il suo sepolcro. Di questo principe fu posta nel luogo dei sepolcri dei sullodati principi una lapide colla seguente iscrizione :
   Honori et memoriae THOMAE I Divi Humberti F. Comtiis Sabaudiae Marchionis Italiae Ob bella feliciter gesta prolatos imperii fines Commercia longe lateque per Italiani propagata Augustanorum Segusinorum Pineroliensium Camberensium libertatem adsertam diarissimi Cujus corpus in hac Basilica conditimi ferunt Kal. Martii a. MCCXXXIII lìex Victoì •ius Emmanuel II T. P. C. anno reqni VII
   E si potrà anche aggiungere Guglielmo di Savoia, figlio di Tommaso III dei principi d'Acaja, che fu abate alla Sagra, e vi morì nel 1326. Ma questo fatto non sarebbe comprovato da altro documento che dall'esistenza di un sepolcro o meglio monumento sepolcrale in faccia alla porta d'ingresso nella chiesa, sull'urna del quale riposa distesa, in abiti pontificali una figura di abate, e porta quel monumento l'arma della croce. Non sarebbe altro più che una credenza.