286 Parte Prima — Alta Italia
Novalesa (1314 ab.). — Sulla sinistra del Cinischia, era sino al principio del secol nostro il punto a cui facevano capo coloro che dovevano traversare il Cenisio, ed era luogo assai ragguardevole pel passaggio incessante dei viaggiatori, al servizio dei quali si mantenevano circa 9000 muli, mentre annoveravansi nel villaggio la bellezza di 42 osterie, delle quali ora appena ne rimane una. L'antica chiesa parrocchiale va ornata di alcune tele preziose già appartenenti alla celebre Abbazia, tra le quali son da citare la Vergine del Lemoine e l'Adorazione dei Magi del Poussin. In parecchi luoghi si trovò rame ed oro in una miniera coltivata, or fa un secolo, per qualche tempo, ma poi abbandonata per difetto di capitali.
Da alcuni anni molti forestieri, attratti dalla bellezza della valle, dall'aria pura e dalla frescura, recansi a passar l'estate a Novalesa, a circa un chilometro dalla quale sorge, in vetta a un poggio, il celebre monastero omonimo, fondato nel 726 da Abone, governatore della Moriana e di Susa. Le cronache lo dipingono come floridissimo sotto i Carolingi; e Carlo Magno, quando scese in armi contro Desiderio, vi dimorò, con grande soddisfazione, parecchi giorni. Suo figlio Ugone v'indossò l'abito monacale e fu eletto abate del monastero, nel quale accumularonsi ricchezze e titoli di giurisdizione e fiorirono uomini illustri per dottrina e santità. Il monastero toccò l'apice della floridezza al principio del secolo IX e racchiuse nelle sue mura più di 500 monaci. Le grandi ricchezze accumulate da essi eccitarono l'ingordigia di molti mal viventi locali e forestieri, i quali, intruppatisi con una banda di Saraceni, saccheggiarono e distrussero, nel 906, il monastero. Da quell'anno più non si riebbe, e la biblioteca preziosissima così per il numero (7700 volumi, dicono alcuni), come per l'importanza delle opere, fu consumata, in gran parte, dalle fiamme.
Verso la fine del secolo X vi fu edificato un cenobio, col titolo di priorato, sino al 1601, in cui Antonio Provana rivestì l'antica dignità abbaziale. La chiesa del cenobio fu ricostruita nel 1712 softo Vittorio Amedeo II, ed è quella che si osserva : tuttora trasformata in villeggiatura estiva per gli allievi del Collegio Umberto I di Torino, dopo la soppressione del convento nel 1855. Dove termina il muricciuolo . vedesi la cappella di Sant'Eldrado. eretta nel 1240 per opera del P. Giacomo delle Scale, priore del convento e patrizio savoiardo. Lassù presentasi allo sguardo estatico un panorama stupendo del Rocciamelone, del monte Ponario, del Moncenisio e di tutta la valle sottostante, irrigata dal Cinischia e dal Merdarello, che prorompe da quello spaccato di monte e segna il suo passaggio, non di rado furioso, con arena candida e rilucente. Nel soppresso monastero era anche uno stabilimento balneario, già diretto dal cav. Maffoni.
Coli, elett. Torino III (Àvigliana) — Dioc. Susa — P1 a Susa, T. ivi.
Venaus (1489 ab.). — Villaggio situato sulla destra del torrente Cinischia prende il suo nome dal latino venatio, che accenna a ritrovo di caccia e pretendesi che, fin dai tempi di Cozio, servisse a tale oggetto. Nell'anno 839 i marchesi di Susa lo cedettero agli abati della Novalesa. Si nota la chiesuola di San Biagio fondata nell'anno 1300 dall'abate Sineo, la quale conserva all'esterno, sulla parete laterale destra, alcuni freschi antichissimi e in alcune parti pregevoli. Alcuni antichi documenti fanno menzione del tratto di terreno che si distende da Venaus a Mompantero, chiamandolo stadium, e vuoisi servisse agli esercizi ginnastici e segnatamente alla corsa od al giuoco del disco, nei quali erano valentissimi quei di Venaus. Fuori del villaggio la strada continua a traverso belle praterie bagnate dai numerosi rivoletti che dirocciano dai monti vicini. La valle in questo punto presenta una gran chiostra formata dall'imponente mole del Moncenisio e dalla costiera che sta a lato del Rocciamelone, ma si allarga poco dopo, per mettere nel ridente ed ampio bacino di Novalesa.
Coli, elett. Torino III (Àvigliana) — Dioc. Susa — P1 T. a Susa.