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La Patria. Geografia dell'Italia
Provincia di Torino
Gustavo Strafforello
Unione Tipografica Editrice Torino, 1890, pagine 614

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

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   Parte Prima — Alta Italia
   meteorologico, un ufficio per gli scavi e monumenti d'antichità. Vescovado e seminarli, banca di Susa, società operaie e militare, circolo Unione e giornale locale.
   Uomini illustri. — Susa va gloriosa di aver dato i natali al pontefice Clemente IV; al giureconsulto Arrigo, creato cardinale da Urbano IV; a Giona, che, nel sesto secolo, tenne in fiore le belle lettere tra i popoli susini ; e, in età più recenti, a Cesare Olivieri poeta tragico, ed a Carlo Andrea Rana, celebre architetto.
   Coli, elett. Torino III (Avigliana) — Dioc. Susa — P1 T. e Str. ferr. Torino-Susa.
   Chiomonte (1983 ab.). — Sulla destra della Dora, in cui metton qui foce i torrenti Gellasia, del Peyron, delle Mollières e Comba Oscura, in capo a quel tratto pianeggiante che stendesi fin sotto le alture della Bastiglia di Gravere. Nel suo territorio ferace prosperano noci smisurati, castagni, abeti, larici, ma soprattutto la vite, che dà un vino rinomato. Nell'abitato incontransi ad ogni passo tralci serpeggianti su pei muri delle case e pergolati che ombreggiano le vie.
   Sorgeva anticamente Chiomonte sulla sinistra della Dora in bellissima situazione meridionale, ma gli scoscendimenti periodici dalle alture di Serre la Croix, ov'è una cappella visibile dalla pianura di Torino, costrinsero gli abitanti a stabilirsi sulla sponda destra della Dora. Chiomonte è molto antico e prima della pace di Utrecht (1713), che lo diede a Casa di Savoia, apparteneva alla Francia e formava il confine fra essa e l'Italia. La chiesa, sacra all'Assunta, e il suo superbo campanile, in un con una chiesuola, furono, secondo documenti rinvenuti, costruiti nel 1218. La suddetta chiesuola è notabile per le sue proporzioni, sia nella pianta sia nel-l'alzato, proprie dell'architettura lombarda, di cui è un picciol gioiello ammirato da quanti architetti ed archeologi la visitarono. Sono anche da visitare il palazzo Beraud, già alloggio del vescovo di Pinerolo nell'estiva stagione, e il palazzo Des-Geneys, ambedue con ampii ed ameni giardini. Nè voglionsi passar sotto silenzio le pubbliche fontane, le cui vasche risalgono al secolo XVI e portano ancora gli stemmi dei Delfini.
   Uomini illustri. — Chiomonte diede i natali ai tre illustri fratelli Des-Geneys, Giorgio Andrea, ammiraglio e ministro di Stato; Alessio Maurizio, maggior generale di cavalleria; e Matteo, maggior generale d'armata e primo segretario di guerra e marina.
   Coli, elett. Torino III (Avigliana) — Dioc. Susa — P3 T. e Str. ferr. Torino-Modane.
   Exilles (1896 ab.). — A chilometri 12.33 da Susa, nella valle di Oulx, sulla sinistra della Dora, al confluente del Galambra, in territorio piano, che produce grano, segale, orzo, castagne, noci, pomi e buoni vini. Miele squisito e molta selvaggina. Sulla piazza sorge la chiesa parrocchiale molto antica e di stile gotico, nella quale fu rapita, dicesi, nel 1453, la sacra pisside, che diede poi occasione al famoso miracolo dell' Ostia Eucaristica in Torino. Sotto il dominio dei Carolingi, Exilles appartenne ai marchesi di Susa, dai quali passò poi ai signori del Delfinato, finché Umberto III, non avendo figliolanza, lasciò, verso il 1350, i suoi Stali al re di Francia e cedette Exilles ai conti di Savoia.
   La fortezza d'Exilles (fig. 176) fu per varii secoli teatro di sanguinosi combattimenti. Nel 1453, mentre ardeva la guerra fra il duca di Savoia Ludovico e Carlo VII di Francia, i soldati del duca espugnarono la fortezza, allora ancora in poter dei Francesi. I quali però la riconquistarono nel 1590, mandando il borgo in fiamme, sì che gli abitanti furono costretti a ricoverarsi in alcune grotte dei balzi circostanti. Carlo Emanuele I la ricuperò, dopo assalti reiterati, nel 1593, ma due anni dopo cadde di bel nuovo in potere dei soldati francesi sotto il comando del generale Lesdiguières. Ripresa finalmente da Viltorio Amedeo II nel 1708, dopo tre giorni di assedio, vennegli definitivamente ceduta, in un con quella di Fenestrelle, nel trattato d'Utrecht del 1713. Vittorio Amedeo lì, uno de' più accorti politici de' tempi