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Parte Prima — Alta Italia
Altre volte Susa era munita di mura con alte e rotonde torri, ma il principale baluardo consisteva nel forte della Brunetta, fatto edificare da Carlo Emanuele III sopra un poggio a nord del forte S. Maria, col quale comunicava mediante una strada coperta a prova di bomba. Tutto quanto può inventare ed eseguire il genio e l'opera dell'uomo venne spiegato nel costrurre la Brunetta, che doveva essere il vero baluardo d'Italia da questa parte delle Alpi. Botta chiamò la Brunetta opera veramente maravigliosa, forse unica al mondo e degna di Roma antica. Senza un fatto d'armi che la illustrasse, vergine di sangue umano, dopo soli sessant'anni di vita, nel 1796 cadde al cenno di Napoleone I, che, sceso in Italia per altre vie,
i caratteri dell'epoca, a ciliare lettere gotiche, descritta su due linee nell'iscrizione situata quasi a guisa di zoccolo a' pìè dell'immagine stessa :
iljic . me . nportmiit . boiufarius . rotarius . ritiis . astcnsis . in . Ijonorc 3Dm . nri . }>l)n , 11 . et . brute . illariae . ttirginis . ano . bm . in ecc.l.tiiii . Me . y.mo . sept bill trittico è una tavola a tre scompartimenti distinti, di cui il centrale, allorché si chiude, viene ricoperto in modo preciso dai due laterali, denominati sportelli o valvole, che misurano ciascuno la metà precisa, epperciò sono corrispondenti complessivamente alla dimensione intiera della principale, cui possono venire sovrapposti, rimanendo in tal guisa difeso il lavoro artistico contenuto internamente, e tutelato a dovere in caso di trasporto.
Nello scomparto centrale mostrasi di fronte effigiata la SS. Vergine, cinta il capo di reale corona, assisa sopra sedile ornato a gotica foggia ; sorregge colle braccia il fanciullo Gesù ricoperto di tonaca talare, che colla destra accarezza con amoroso vezzo infantile il mento della madre, mentre colla sinistra sostiene una piccola sfera simboleggiante il mondo. Il fondo, cui appare sovrapposta una gotica cimasa, è tutto cosparso di rabeschi a fogliami e fiori parimente di gotico stile.
La valvola a sinistra del riguardante rappresenta S. Giorgio in completa armatura, cavalcante un destriero parimente rivestito in ferro, che calpesta un drago supinamente rovesciato colle fauci spalancate e trapassate da parte a parte dalla lancia infissavi dalla destra del santo. A destra sullo sportello scorgesi il guerriero Rotario genuflesso e a mani giunte in atto di votivo raccoglimento e di adorazione alla Madonna. Egli si vede a tergo in segno di protezione tutelato dalla figura di un Santo, dalla chioma scarmigliata e con lunghissima barba, che a ragione puossi supporre il suo patrono, il quale, avvolto il corpo in ampio mantello, appone ambe le mani sulle spalle del pregante. Sta al di lui fianco lo scudo, su cui dovrebbe apparire lo stemma Rotariano, se da ignota mano devastatrice non fosse stato guasto ed infranto per vandalico dispregio. E da supporsi che queste insegne gentilizie fossero nello scudo incastonate su piastrella smaltata a colori, come era uso nel secolo XIII, e che la distruzione di questa vogliasi ascrivere al finire del secolo scorso all'epoca della rivoluzione francese, vera iconoclasta per qualsiasi indizio o contrassegno di patrizia impresa. Alquanto sopra al capo scoperto del guerriero al sommo della cerniera scorgesi affisso ai frastagli ornativi della parete di fondo l'elmo, portante soprapposta una corona sormontata da un cimiero a modo di roccia dirupata.
11 trittico misurato cogli sportelli aperti è della larghezza dì 0.51, colla tavola di mezzo di 0.25, e caduna delle valvole di 0.13; in altezza è di m. 0.58, misurato dalla base centrale al vertice del triangolo con cui termina; l'asprezza del quale, veniva modificata da un vago fregio, ora quasi del tutto frantumato, elevantesi lungo i lati salienti, composto di foglie di vite scolpite nella foggia usata ne' gotici ornamenti del XIII e XIV secolo.
Abbencliè l'autore sia ignoto, non essendosi potuto rintracciare documento veruno atto a comprovarlo, non sarebbe tuttavia improbabile che fosse stato eseguito con disegno di certo Giorgio Fiorentino, al quale Amedeo IV, duca di Savoia, allogava parecchie pitture nel 1314 pel castello di Chambéry ; ed infatti lo stile dell'esecuzione molto ritrae de' maestri della scuola toscana di quei tempi precursori dell'italiano artistico risorgimento.
È conservato questo cimelio in grande venerazione dei fedeli sull'altare primo a destra della cattedrale di San Giusto in Susa ; e viene ogni anno trasportato processionalmente e con gran solennità il 5 agosto sul vertice del vicino monte altissimo di Rocciamelone in omaggio alla votiva disposizione tramandata dai passati secoli e religiosamente conservata (G. F. Biscarra, Atti della Società d'Archeologia per la Provincia di Torino, voi. I).