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La Patria. Geografia dell'Italia
Provincia di Torino
Gustavo Strafforello
Unione Tipografica Editrice Torino, 1890, pagine 614

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

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   Parte Prima — Alta Italia
   
   Fig. 171. — Veduta di Susa.
   precisamente alla congiunzione della strada che scende dal Monginevra nella valle della Dora con quella che attraversa il Moncenisio ; ambedue annoverarci fra i passaggi naturali delle Alpi ed erano senza dubbio frequentati da tempi antichissimi, quantunque l'ultimo pare fosse incomprensibilmente negletto dai Romani.
   La strada altresì che era più battuta negli ultimi tempi della Repubblica e nei primi tempi dell'Impero per arrivare al passo delle Alpi Gozie, o Monginevra, non era quella per Segusio (Susa) su per la valle della Burla (Dora), ma una che ascendeva la valle di Fenestrelle ad Ocelum e traversava di là il col di Sestrières per scendere a Scingomago, appiè del passo odierno del Monginevra.
   Fu questa la strada presa da Cesare nel 58 av. C. e pare fosse sempre la più frequentata a' tempi di Strabone (Cesare, De Bello Gallico, i, 10; Stradone, iv, p. 179); ma in un periodo posteriore la strada per Segusio, o Susa, pare divenisse d'uso generale ed è quella data dagli Itinerari (Ititi. Anton., pp. 341, 357).
   Di Segusio, come città municipale, poco sappiamo; ma è mentovata come tale così da Plinio, come da Tolomeo, e la sua esistenza continuata è dimostrata tanto dalle iscrizioni quanto dagli Itinerari; e noi apprendiamo ch'essa continuò ad essere una città ragguardevole ed un posto militare importante, come quello che signoreggiava i valichi alpini, sin lungo tempo dopo la caduta dell'Impero d'Occidente (Plinio, ih, 17; Tolomeo, iii, 1, §40; Grutero,lnscr., p. Ili; Orelli, Inscr., 1690,3863; Ammiano Marceli,., xv, 10; Paolo Diacono, Hist. Langob., hi, 8, ecc.).
   Narra Ammiano che la tomba di Cozio era sempre visibile a Segusio a' tempi suoi ed oggetto di grande venerazione fra gli abitanti. L'arco trionfale eretto da lui