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La Patria. Geografia dell'Italia
Provincia di Torino
Gustavo Strafforello
Unione Tipografica Editrice Torino, 1890, pagine 614

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

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   Parte Prima — Alta Italia
   Verso la parte inferiore, ove nel verno il freddo è men rigoroso, regna nell'estate un calore eccessivo cagionato dalla riverberazione delle montagne composte di roccie calcari e dalla natura stessa dei terreni che ritengono molto il calorico. I venti periodici che soffiano costantemente con gran violenza e le frequenti mutazioni atmosferiche nuocciono assai all'agricoltura, per forma che spesso
   .......si batte l'anca
   Lo villanello, a cui la roba manca,
   come canta Dante nel XXIV dell'Inferno. Quando spirano dal Piemonte la Lombarda e la Vanoise dalla Savoia e questi due venti spaventosi e quelli del Piccolo Moncenisio scontransi con maggior furia, allora suol levarsi la così detta tormenta, o bufera, quasi sempre fatale ai viaggiatori troppo audaci ed incauti.
   Geologia. — Le roccie dominanti sono lo gneis, lo scisto primitivo e i calcari. Circa le produzioni minerali chi bramasse averne estese notizie può consultare le dotte Osservazioni geologiche sulla valle di Susa e sul monte Cenisio del Sismonda (Memorie della II. Accademia delle Scienze, voi. XXXVIII). Industrialmente però non sono meritevoli di cenno che la miniera di rame detta Baburafal, momentaneamente inattiva nei comuni di Bussoleno e Chianoc, la torbiera d'Avigliana e le cave del verde di Susa nei comuni di Foresto e Bussoleno. L'industria mineraria è rappresentata assai meglio nel circondario di Susa dalle officine metallurgiche e chimiche, essendovi pregiate officine del ferro a Bussoleno e Susa, mentre poi ad Avigliana si trova l'importante fabbrica della dinamite Nobel.
   Vegetazione. — Il prof. Gio. Francesco Re, nella sua Flora Segusiensis, o Flora di Susa, annovera 1682 piante, di cui dà la nomenclatura, che crescono in quel circondario, vale a dire nientemeno che 82 di diverse specie più che in Inghilterra, a cui l'Hudson non ne attribuisce che 1600. Vasti e numerosi i boschi cedui e d'alto fusto che somministrano carbone, legname da costruzione, per le fornaci, le fabbriche, la cucina, principalmente a Torino. Abbondanti ed ottimi i pascoli che permettono di allevare un bestiame numeroso, principalmente buoi e montoni. Nell'alto della valle non si raccoglie altro che segala, orzo, avena, e un po' di frumento ; al basso, ove il clima è men rigoroso, vi si aggiungono patate, fieno, mais, castagne, uva, frutta in gran numero e varietà, di esse principalmente ciliegie, albicocche, pesche, pere, fra cui le così dette camoine, mele (ranette), pomi rossi (susini), di cui parla il Teatro Pedemontano, e che si possono conservare per tutto l'anno.
   Appena ricomincia la fioritura degli alberi nella primavera i fruttaiuoli recansi dai possidenti dei frutteti, contrattano il raccolto degli alberi, e, giunto che sia il tempo della maturità, ne colgono le frutta che sono poi smerciate a Torino e in altri luoghi.
   In alcuni siti del territorio di Mompantero, ed anco talfiata nei prati delle pianure di Pianezza e dintorni, rinviensi il tartufo nero (Tuber cibarium) men grosso del Lyco-perdon tuber Linnei ma che molto si accosta ad esso, sia nell'odore che nel sapore.
   Di non poco rilievo è la produzione degli ortaggi, cavoli, porri, cipolle, peperoni, bietole e altri erbaggi, e nel territorio di Susa coltivansi anche i gelsi. La seta che si ricava dai filugelli primeggia per la sua bontà fra quelle del Piemonte.
   In alcuni luoghi si tessono tele di canapa, conciansi cuoi, fabbricansi oggetti in rame e strumenti ed arnesi rurali.