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La Patria. Geografia dell'Italia
Provincia di Torino
Gustavo Strafforello
Unione Tipografica Editrice Torino, 1890, pagine 614

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

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   Circondario di Susa
   337
   Questa grotta o traforo, non più larga di 1 metro, per 1 e 7 decimetri di altezza, è opera di un solo uomo, Colombano Romean, il quale, dopo avervi lavorato a scalpello per ben sette anni continui, al principio del secolo XVI, la abbandonò per avere incontrato una vena di roccia cristallina, disperando di poter giungere a capo dell'opera sua, ch'ei ripigliava per altro dopo due anni d'interruzione e compiva felicemente in un anno (1).
   Tornando ora al circondario di Susa e alla sua estesissima valle, diremo che varia ne è la larghezza secondo la maggiore o minore prossimità delle montagne; tra Oulx e Salbertrand è larga circa 400 metri, da Salbertrand a Susa va rinserrandosi notabilmente, lasciando un alveo profondo al corso della Dora; e di là di Susa apresi di bel nuovo, ora più ora meno.
   La giogaia settentrionale che cinge in arco l'ampissima valle di Susa, la separa da quella di Viù, dalla Moriana e dalla vallea di Brian?on. La giogaia australe la divide dalla valle di Pragelato e da quella di Giaveno; ed ambedue queste giogaie presentano depressioni notabili che formano altrettante vallette. Le principali di esse verso la pendice boreale sono quelle di Cesana, di Bardonecchia e della Cenischia, e, verso la pendice australe, lasciano moltissimi varchi che mettono in vai di Pragelato.
   Climatologia. — Freddissimo è il clima del circondario di Susa, principalmente verso la sua parte superiore ove la neve perdura circa sette mesi dell'anno e mai non si strugge in alcuni siti elevatissimi; ma in quelli men erti, non così tosto si squaglia, la vegetazione sviluppasi rapidamente.
   (1) Il maresciallo Vauban, che si recò nel 1700 ad esaminare quest'acquedotto, espresse la sua ammirazione pel modo ingegnoso onde vi fu introdotta l'aria durante la sua costruzione, per ovviare il pericolo d'asfissia. Ad un benemerito del Club Alpino Italiano, il cav. Beniamino Caso, venne in pensiero, non ha molti anni, di dedicare alla memoria di quell'ardito ed intelligente operaio una lapide che attestasse l'ammirazione e la gratitudine degli uomini per l'opera sua benefica ed immane non solo ma grandiosa ancora, dove si ponga mente ai tempi in cui fu compiuta. Questo pensiero veniva raccolto con esultanza dalla Sezione di Susa del Club Alpino e dai comuni di Chiornonte ed Exilles siccome quelli che direttamente fruiscono dei benefizi dell'opera del Romean. L'inaugurazione della lapide si fece il 20 luglio 1879. Fu una festa splendida ed imponente pel numeroso concorso di gente, per la bellezza singolare del sito e delle vedute, e più per lo scopo nobilissimo che ottenne di glorificare il lavoro e tributare la meritata gratitudine ad un uomo che rese un così insigne benefizio all'agricoltura. Ecco l'iscrizione scolpita sulla lapide :
   COLOMBANO ROMEAN
   OPERAIO CHIOMONTESE NELLA PRIMA METÀ DEL SECOLO XVI IDEAVA E COMPIVA DA SOLO IN VIII ANNI QUESTO TRAFORO-ACQUEDOTTO PEL QUALE CONDUCENDO A CHIOMONTE E AD EXILLES LE ACQUE DI THOU1LLE QUESTE BALZE PRIMA STERILI E DESERTE IN CONTRADE FERTILI E POPOLOSE TRASFORMAVA
   A GRATO RICORDO IL POPOLO DI CHIOMONTE E DI EXILLES LA SEZIONE DEL CLUB ALPINO DI SUSA E BENIAMINO CASO SOCIO DELLA SEZIONE DI NAPOLI ADDÌ VI LUGLIO POSERO MDCCCLXXIX
   83 — u.tt Patria, voi. I.