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Parte Prima — Alta Italia
e il Vaccarone nella loro recentissima Guida delle Alpi occidentali, è uno fra i primi delle Alpi per quanto nessuna pianura sia in esso compresa. — Codesta vetta, situata sopra una cresta quasi separata dal rimanente della catena a sud del colle des Echelles de Plampinet e a nord del colle del Monginevra, circondata da ogni parte da depressioni profonde, impera sola nella sua maestà in mezzo a monti assai meno elevati, sul limite di due valli importantissime che scendono, una verso Susa, l'altra verso Embrun. Oltre di ciò, essendo posta in linea retta di fronte al punto in cui la valle dell'Are raggiunge la sua massima convessità verso sud, l'osservatore può vedere, dalla vetta del monte Tabor (3181 m.), una gran parte della Moriana.
A' piedi scorgesi il piano del Monginevra, il villaggio dello stesso nome e l'obelisco ; più al basso, i forti di Brian^on a sud-ovest, mentre a nord e a nord-est lo sguardo spazia per la valle della Dora sino al forte d'Exilles. A est vedesi disotto la parte superiore della valle della Dora Riparia, fra Oulx e Sauze di Cesana; e a ovest finalmente, un alto e fantastico bastione di roccie con piramidi, coni e guglie arditissime, ammantato di ghiacciai luccicanti; il gruppo del Pelvoux da cui emergono il tricuspidato Pelvoux, la piramide triangolare degli Ecrins e il picco aguzzo della Mèjie ; a nord-ovest le tre guglie fantastiche d'Arve, fra l'isère e la Romanche, e, più vicino, il Tabor. Piegando a nord si affacciano i ghiacciai della Vanoise, i monti di Bardonecchia, e, in fondo, il monarca delle Alpi, il monte Bianco; verso nord-est la Rocca d'Ambin, il Rocciamelone ed altre punte lontanissime delle Alpi Graie.
Nell'orizzonte, compreso fra nord-est e est-sud-est, scliieransi i monti fra la Dora e il Chisone, fra i quali spicca la Rognosa, e, più verso la pianura, nella valle del Chisone, l'Albergian.
A sud-est la vetta snella ed elegante del Monviso ergesi sopra la folla dei monti minori, e finalmente, a sud, la piramide arditissima della Rochebrune nella valle di Cervières.
Più alto del Chaberton è il celebre Rocciamelone delle Alpi Graie di cui diamo una veduta coll'uscita dal tunnel della Balma (fig. 170).
Al gran picco del Rocciamelone si va da Mompantero passando per la cappella C'à d'Asti, così detta da un astigiano, certo Rotario, il quale trovandosi, secondo la tradizione, in Terra Santa coi Crociati fu fatto prigioniero dai Musulmani, e, non sì tosto liberato e rimpatriato, la fece costruire su quell'erta, sciogliendo un voto che aveva fatto nella sua schiavitù.
La cappella o Cà d'Asti (2834 m.) ò costruita con una certa eleganza e solidamente in pietre e calce, a volta. Vi si celebra la messa il 5 agosto, quando il cattivo tempo e la tormenta vietano l'ascensione al Rocciamelone. Intorno ad essa sono parecchie capanne a rifugio dei divoti che vi pernottano la vigilia della festa della Madonna. La sezione di Susa del Club Alpino Italiano vi ha fatto costruire un ricovero per gli alpinisti.
Sopra la Cà d'Asti il Rocciamelone si presenta come un grande talus, o declive di frane, interrotto qua e là da pareti rocciose perpendicolari. I varii sentieri, appena tracciati e cedevoli sotto i piedi dei viaggiatori, serpeggiano su pel suddetto declive e, dopo un'ora e mezzo di faticosissima salita, conducono ad un angusto ripiano detto la Crocetta di Ferro (3317 m.) da un pilone erettovi con in cima una croce di ferro. A quel punto si è già giunti più in allo dei ghiacciai circostanti, non che di quelli