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La Patria. Geografia dell'Italia
Provincia di Torino
Gustavo Strafforello
Unione Tipografica Editrice Torino, 1890, pagine 614

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

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   Mandamenti e Comuni del Circondario di Pinerolo
   327
   Battaglia dell'Assietta.
   Prima di abbandonare il circondario di Pinerolo è dover nostro dare una corsa al Colle dell'Assietta (2472 m.) per visitarvi il campo della vittoria memorabile dei Piemontesi sopra i Francesi. Gessi Iddio che scoppi, come si teme, la guerra tra Francia e Italia; ma se, per una lagrimevole fatalità, la guerra avesse un giorno a scoppiare fra le due nazioni latine, sorelle già e compagne d'armi, non sarebbe quella la prima vittoria dell'Italia sopra la Francia. Ma veniamo al fatto.
   Uscendo dall'abitato di Fenestrelle verso ovest sulla grande strada provinciale che risale la valle del Chisone, si va per essa ad Usseaux, e, superata la roccia Malpassette, continuando a salire verso ovest, si arriva ad una pianura erbosa, a destra della quale vedesi uno sbocco che conduce al colle e dove trovasi, a lato della strada presso una croce, una sorgente freschissima. Ivi sono alcune capanne della Bergerie dell'Assietta.
   Per un'erta di pascoli si afferra il colle a 3 ore circa da Usseaux. Il colle dell'Assietta propriamente detto è un avvallamento fra la Testa del gran Seran e la Testa dell' Assietta, sui cui fianchi schieravansi le trincee dalle quali fu, nella storica giornata del 19 luglio 1747, contrastato con tanto valore il passo ai Francesi dalle truppe piemontesi nella cosidetta Battaglia dell' Assietta che narreremo qui brevemente, conforme a quel che ne lasciò scritto il conte Alessandro di Saluzzo nella sua Histoire militaire du Piémont (voi. V):
   — La battaglia del colle dell'Assietta, così gloriosa pel nome piemontese e di tanto momento nelle sorti della monarchia di Savoia, fu l'ultimo fatto d'arme strepitoso che avvenne in Italia prima del chiudersi della guerra così detta della Prammatica Sanzione, la quale agitava da sei anni l'Europa, tutta intenta a contendersi la successione di Carlo VI, imperatore d'Alemagna, caduta nelle mani della sua figliuola Maria Teresa.
   Carlo Emanuele III, re di Sardegna, che, sin dal principio del 1742, aveva sposato le parti di questa principessa e che, in virtù del trattato conchiuso con essa, aveva impugnato gagliardamente le armi contro i Borboni di Napoli, Francia e Spagna, coi quali, con varia fortuna, ma sempre con grande valore, era venuto più volte i alle mani, stava, nella state del 1747, aiutando, con la maggior parte delle sue forze, 1 l'esercito austriaco a stringer Genova di forte assedio, quando, ad operare una potente diversione, i nemici, che stavano a campo, risolsero di assalirlo nel cuore 1 dei suoi Stati.
   Il maresciallo di Bellisle ordinò al cavaliere di Bellisle suo fratello di passare, , con 50 battaglioni di truppe francesi le Alpi Cozie e di penetrar da quel lato nella ! pianura del Piemonte. Egli doveva evitare Exiìles e Fenestrelle, sforzar la linea dei i monti che stendonsi fra queste due fortezze e scender nella valle del Sangone per , calar quindi a Giaveno a fine di non urtare nell'insuperabile Brunetta.
   Stava a guardia di quei gioghi alpestri il conte Cacherano di Bricherasio, il 1 quale, non così tosto ebbe avviso dell'avvicinarsi del nemico alla volta dell'Assietta, ' fece occupare quel colle da sette battaglioni, distribuendo le truppe rimanenti (altri 1 sette battaglioni) sui vari punti men muniti dalla natura nella medesima giogaia. , Scarsissime di gran lunga erano codeste forze al paragone di quelle guidate dal Bellisle ; debolissime del pari le trincee formate da muricci a secco a due terzi di i altezza d'uomo, senza fossi, senza palizzate e sprovvedute d'ogni sorla artiglierie; ciò ' non di manco, affidato il generale piemontese all'estrema importanza e gelosia del posto, del pari che ai forti petti de' suoi soldati, stette aspettando animoso l'assalto ( dei Francesi. I quali, la mattina del 9 luglio, protetti da nove bocche da fuoco, piantate