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La Patria. Geografia dell'Italia
Provincia di Torino
Gustavo Strafforello
Unione Tipografica Editrice Torino, 1890, pagine 614

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

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   Parte Prima — Alta Italia
   Cercenasco (2080 ab.). — Giace fra il torrente Lemina e il Langiale, a chilom. 2.46 da Vigone. Degna di menzione è la chiesa di San Firmino, esistente già sin dal 1580 e considerata quale un santuario a cui trae in folla la gente, massime in occasione di pubbliche calamità.
   Cenni storici. — Nel secolo X Cercenasco era posseduta dai marchesi di Susa ai quali era stata confermata dagli imperatori Ottone III e Corrado il Salico. Succeduti ad essi i conti di Savoia, fu data da loro in feudo ai signori di Bernezzo che vi eressero un castello munito, il quale, dopo essere passato in possesso di varii signori, fu distrutto, nel 1693, quando fu vinto un corpo di truppe francesi venutovi dal campo di Orbassano.
   Uomini illustri. — Cercenasco diede i natali a due illustri personaggi: Giovanni Vando, profondo ed acuto giurisperito, autore di varii scritti, stampati, nel 1569, a Torino, nominato senatore e consigliere di Stato da Carlo Emanuele I ; e Francesco Rasino, vescovo di Nizza, incaricato dallo stesso di varie missioni diplomatiche. Coli, elett. Torino IV (Pinerolo) — Dioc. Torino — P2 ivi, T. a Vigone e Str. ferr. Torino-Pinerolo.
   Scalenghe (3826 ab.). — Giace a 14 chilom. da Pinerolo, e a 4.93 da Vigone, fra il Lemina e i suoi affluenti. Due parrocchie; bella e spaziosa piazza nel centro. Viale pubblico, a cui si accede per una contrada fiancheggiata da fabbricati e cinta da giardini. Varie abitazioni private di aspetto signorile ed alcune costruite con buon gusto. Ospedale, asili e pii istituti. Stabilimenti idraulici e a vapore.
   Cenni storici. — Fu feudo dell'antica e nobile prosapia dei conti di Piossasco sino dal secolo XII ed un ramo di essa ne portò particolarmente il nome. Vi sorgevano anticamente ben nove castelli signorili, otto dei quali furono atterrati da lungo tempo, e l'ultimo fu distrutto non sono molti anni.
   Uomini illustri. — Un Bartolomeo Salvio di Scalenghe, medico e filosofo, scrisse alcuni trattati, impressi a Torino, ma ignorasi quando vivesse.
   Coli, elett. Torino IV (Pinerolo) — Dioc. Torino — P2 T. e Str. ferr. Airasca-Saluzzo.
   Mandamento di VILLAFRANCA PIEMONTE (comprende 1 Comune, popol. 8231 ab.). — Steso in pianura, con strade principali tendenti a Vigone, Bricherasio, Cavour, Barge, Moretta, Faule e Pancalieri. È percorso dal Pellice e dal Po, causa non infrequente di danni, per gli straripamenti. Buona parte del territorio è a boschi che in parte servono come argine nei casi d'inondazione.
   Villafranca Piemonte (8231 ab.). — Sulla sinistra del Po, a 24 chilometri da Pinerolo, ed anticamente era cinta da mura e vi si entrava per tre porte. L'antico castello fu smantellato al principio del secolo XVIII. Un rigagnolo la divide in due parti, dette di Santo Stefano e di Santa Maria Maddalena, di cui la prima è molto simmetrica. Belle e spaziosissime le vie interne; due chiese parrocchiali e otto altre chiese, in una delle quali, San Bernardino, ammirasi un bel Deposto di croce, che è forse il miglior lavoro del valente Molineris di Savigliano, già capo dell'Accademia dei Pittori di Roma. Varie case private hanno un aspetto signorile e molte si possono chiamar palazzi. Asilo infantile, Ospedale e Congregazione di carità. Sericoltura.
   Uomini illustri. — Villafranca diede i natali in ogni tempo ad uomini segnalati in vari rami dell'umano sapere. Citeremo, fra gli altri, il Gastaldio, cosmografo di molta lama, autore di varie opere stimate; e il medico Morino, che illustrò le acque termali di Vinadio, dimostrò le varie virtù salutari dell'olio d'oliva e lasciò molti altri scritti di medicina.
   Coli, elett. Torino IV (Pinerolo) — Dioc. Torino — P2 T. e Str. ferr Airasca-Cavallermaggiore.