Mandamenti e Comuni del Circondario di Pinerolo
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incominciata la discesa per la dolce china del piovente francese, incontrasi, in capo a cinque minuti, il Refuge Napoléon, piccolo ospizio fondato da Napoleone III, costruito solidamente a due piani, con tetto in legno, ma, che per la sua ristrettezza di alloggio confortevole, offre un misero ricetto ai viandanti. Scendendo la valle si arriva poi, a traverso il gruppo di casolari La Montà, al villaggio francese di Ristolas, con 5384 abitanti.
Coli, elett. Torino IV (Pinerolo) — Dioc. Pinerolo — P2 a Villar Pellice, T.
Yillar Pellice (2175 ab.). — Giace appiè d'una montagna sulla sinistra del Pellice, a libeccio e a 24 chilometri da Pinerolo. Sul colle sovrastante sorgeva il forte di Pertusello di cui non sopravvanzano che le rovine. Vi sono vecchie case di aspetto civile; una chiesa parrocchiale, però cattolici in minoranza, ed un tempio valdese, con una congregazione di carità. Una fontana sulla piazza gitta acqua da una testa di bue. Fonderie, fucine e fabbricazione di carbone.
Cenni storici. — È luogo antico e fu compreso dapprima nel contado di Luserna; passò quindi in feudo ai nobili Della Torre di Saluzzo.
Coli, elett. Torino IV (Pinerolo) — Dioc. Pinerolo — P2 ivi, T. a Torre Pellice.
Mandamento di VIGONE (comprende 3 Comuni, popol. 12,112 ab.). — E quasi tutto in pianura, con suolo sabbioso ed arido nella parte più elevata; è umido e leggerissimo verso mezzodì e borea, ed anche in parte verso levante; non è decisamente fertile che in un quinto circa della sua superficie. Vi scorrono il Lemma, il Pellice e il Ghisone, l'ultimo dei quali, facile agli straripamenti, è causa di gravi danni. Dallo stesso Chisone sono dedotti, per l'irrigazione, i canali Pasera, Trabacchetto e Chisonetto.
Vigone (6206 ab.). — Siede a sud-est di Pinerolo presso il rivo Angiale in pianura. Vigone era cinto anticamente da fossi di circonvallazione e vi si entrava per quattro porte castellane rivolle ai quattro venti, ma tutto fu demolito sul principio del secolo per dar luogo ad orti, case ed abituri. L'abitato è diviso in quattro quartieri a ciascuno dei quali corrisponde un sobborgo. Vi si aprono tre piazze di cui la maggiore, detta comunale, nel centro, e vi ha un pubblico passeggio con bene ordinati filari d'alberi. Antica semigotica chiesa di Santa Caterina; e l'altra vicino ad essa di Santa Maria del Borgo, fu atterrata verso il 1840 per riedificarne co' suoi materiali una moderna. L'unico edifizio che meriti veramente il nome di palazzo è quello dei Sillano, eretto nel 1787, su disegno del Bertolio. 11 palazzo civico non ha altro merito fuor quello della solidità. Due stanze vennero ridotte a teatro, ma, non ha guari, ne fu aperto ! un altro capace di 500 spettatori. Vigone va notato per le sue opere di beneficenza ' con vistosi redditi. Inoltre dotato, per lascito del dott. Luisia, di una delle più ricche biblioteche del Piemonte. In essa, per ordine del testatore, non possono trovar luogo opere ascetiche.
Cenni storici. — Si chiamò, verso il mille, Vicus Odonis; in un diploma dell'imperatore Ottone, nel 1001, è chiamato Vicus Zodoni. Nei primi tempi fu soggetto ai marchesi di Torino, detti anche di Susa. L'imperatore germanico Corrado lo concesse, 'nel 1026, a Bosone e Guidone, figli d'Arduino d'Ivrea; però, tre anni dopo, il marchese Olderico Manfredo, che dicevasene signore legittimo, ne fe' cessione all'abbazia di San Giusto. Nel 1212 fu ceduto al conte Tommaso di Savoia: nel secolo XIV passò ai principi d'Acaja, ma poco dopo tornò al ramo principale Sabaudo. Nel 1522 era paese floridissimo e fu scelto come luogo di riunione dei tre Stati Generali. Quindi sofferse molti danni dai Francesi e per la peste.
J Uomini illustri. — Nacquero in Vigone Giannino Giovanni, ingegnere valente, inventore di strumenti guerreschi; lo Squarciafichi, giureconsulto e poeta, e il teologo Losana, morto nel 1833, che si occupò anche di agronomia e anatomia.
Coll. elett. Torino IV (Pinerolo) — Dioc. Torino — P2 T. e Str. ferr. Airasca-Saluzzo.
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