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Parte Prima — Alta Italia
signor Gaddum ed il gazometro. Il soggiorno vi è gradevolissimo, e nella stagione estiva molti forestieri vi convengono per villeggiare, respirando le fresche e balsamiche aure di quei monti e andando attorno per essi in piacevoli escursioni, nelle quali, alle delizie della natura, s'accoppia lo speciale interesse di visitare quei luoghi che furono teatro delle tremende lotte di religione e ricordano le più eroiche difese di cui sia capace il sentimento della libertà di pensiero e di credenza.
A Torre Pellice tengonsi le adunanze della Tavola valdese, e trovasi il Collegio principale del culto valdese, con cattedre di filosofia, retorica e grammatica e con biblioteca ricca di libri assai rari, risguardanti il loro culto, e di parecchie magnifiche edizioni. A Torre Pellice termina la linea ferroviaria Pinerolo-Torre Pellice.
Cenni storici. — Nei primordi del medio evo trovavasi già fortificato sull'entrata della valle d'Angrogna. Il duca d'Ascoli fece, nel 1559, smantellare queste con altre castella dei luoghi vicini. Nel 1565 le fortificazioni venivano nuovamente rialzate, divenendo Torre residenza del governatore delle valli. Pochi anni dopo, cioè nel 1593, il Lesdighières faceva nuovamente abbattere queste fortificazioni. Impossessatosi il duca di Savoia, col soccorso di Napoletani, Milanesi e Spagnuoli, di queste valli, le fortificazioni furono di nuovo rialzate, poi ancora demolite, indi rifatte per servir di custodia ai prigionieri. Il terremoto del 18Ò8 danneggiò moltissimo questi luoghi.
Coli, elett. Torino IV (Pinerolo) — Dioc. Pinerolo — P2 T. e Str. ferr. Pinerolo-Torre Pellice.
Bobbio Pellice (1613 ab.). — Giace a 743 m. d'altezza, a 10 chilom. da Torre Pellice, ai piedi del contrafforte meridionale dell'acuta ed elegante Punta del Cornour. Ha due chiese per ciascuno dei due culti, vie anguste, fiancheggiate da casupole di povero aspetto ma costruite solidamente. Fu già terra assai più ragguardevole, ma ebbe molto a soffrire per le piene del Pellice le cui acque, per lo sciogliersi repentino delle nevi o per forti acquazzoni, ingrossano subitaneamente e sono una minaccia continua per quel paese, nonostante l'argine saldo e massiccio fattovi costruire da Oliviero Cromwell, protettore d'Inghilterra, con danaro somministrato da lui quando prese sotto la sua protezione le valli valdesi del Piemonte.
A sud, varcato il Pellice ed una prateria, nel luogo detto la Fucina, zampilla, all'ombra di enormi castagni, una fontana, denominata della Sanità, per l'eccellenza delle sue acque. Trovandosi Bobbio al confine con la Francia, importa assaissimo descrivere qui brevemente codesto confine.
Bobbio è centro di belle ed anche ardimentose corse e da esso diramansi per ogni lato le strade che salgono ai valichi in Francia, in vai di Po e nella valle del Germanasca. Di questi valichi in Francia il più facile, e il più frequentato per il commercio fra i paesi limitrofi, è quello del colle della Croce a 2309 m. con strada mulattiera. Esso è formato da una lunga depressione pianeggiante, fiancheggiata a nord dal Pavé di Longir o Créte de Pelvas, e, a sud, da una più irta e scaglionata costola rocciosa che si aderge nella massa immane del Combalasso (2725 m.). La linea di confine è segnata sul valico da un vecchio termine in pietra con suvvi scolpiti, sulla faccia rivolta ad est che guarda l'Italia, la Croce Sabauda, e su quella rivolta ad ovest, verso la Francia, il vecchio ed ora calpestato Giglio francese. Il panorama del colle della Croce è limitato dalle alture che lo fiancheggiano, ma, salendo alquanto sui loro fianchi, scopresi un'onda interminabile di montagne.
Verso ovest schierasi il gruppo del Delfinato, irto di guglie e scintillante di ghiacci; verso sud, in capo alla comba profonda detta del Pra, e sopra le sorgenti del Pellice, campeggia la genuina massa del monte Granerò e del monte Meidassa e più lungi, sulla sua destra, sopra l'insenatura del colle di Seylières, ammirasi l'acuminata, tagliente e colossale piramide del monte Viso; ad est lo sguardo declina rapidamente sulla pianura vastissima del Piemonte. Attraversato il pianoro del colle della Croce e