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La Patria. Geografia dell'Italia
Provincia di Torino
Gustavo Strafforello
Unione Tipografica Editrice Torino, 1890, pagine 614

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

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   Parte Prima — Alta Italia
   Pramollo (1350 ab.). — Sta sul pendio levante del monte Lazzarata presso il torrente Risagliardo ; la popolazione abbonda di Valdesi che vi hanno un tempio antico. La chiesa cattolica, costruita modernamente, è d'ordine misto. Istituto di carità. Pramollo fu contea degli Umogli, residenti alla Vernea.
   Coli, elett. Torino IV (Pinerolo) — Dioc. Pinerolo — P1 a Pinerolo, T. a San Germano-Chisone.
   Prarostino (1566 ab.). — Siede in montagna bagnato dal rivo Chiamogna e suddi-videsi in non meno di 21 frazioni o borgate. Chiesa cattolica di costruzione moderna o di ordine quasi dorico e tempio valdese.
   Fra i monti di San Secondo e Prarostino è una caverna detta Pertus de la meina (Foro della mina), la quale credesi fosse una strada segreta nelle vìscere della terra per comunicare con vai d'Angrogna. Durante le ultime vicende delle guerre di religione, nel 1560, i ministri valdesi trovarono un rifugio in questa caverna. Del resto tutte queste terricciuole sono abitate tuttora in gran parte dai Valdesi, e vanno rinomate per le atrocità che vi furono commesse nelle suddette guerre religiose e sono attualmente fortunate per abbondanti raccolti di uve.
   Coli, elett. Torino IV (Pinerolo) — Dioc. Pinerolo — P2 a San Secondo, T. a Pinerolo.
   Roccapiatta (263 ab.). — In luogo alpestre tra le valli di Luserna e di Perosa. Sulla cresta del monte sono le rovine dell'antica rocca che dicesi avesse pochissima elevazione e donde il nome di Rocca-inatta. Gli abitanti sono in gran parte Valdesi, intelligenti ed attivi.
   Cenni storici. — Fu già compreso nella contea di San Secondo, e fu feudo dei Bianchi e dei Porporati di Sampeyre.
   Coli, elett. Torino IV (Pinerolo) — Dioc. Pinerolo — P2 a San Secondo, T a Pinerolo.
   San Germano Ghisone (1260 ab.). — Detto anche San Germano Perosa, è disteso a foggia di ventaglio sulla destra del Chisone con case bianche e pulite appiè di poggi verdeggianti sopra il confluente del rio Risagliardo. Vi si rinviene una certa quantità di grafite. Nel 1836 si gittarono, sul Chisone, le fondamenta di un bellissimo ponte per agevolare l'accesso alla via di Fenestrelle. Codesto ponte ha un arco solo lungo 49.03 m. con una corda della lunghezza di 20 m. e fu costruito su disegno dell'ingegnere Edoardo Coppello (fig. 166). Quasi dirimpetto al ponte, nella boscaglia del monte ad est-sud del villaggio, vi ha una fontana di acqua freschissima denominata la Fontana di Napoleone, colla leggenda che questi sia salito a bere.
   A San Germano Chisone incominciansi ad incontrare le genti Valdesi che popolano in copia le valli del Germanasca e del Pellice; ed esso fu perciò impigliato nelle guerre religiose che vi arsero nel secolo scorso. Presso il ponte suddetto grandioso edifizio dei fratelli Mazzonis, benemeriti dell'industria cotoniera.
   Coli, elett. Torino IV (Pinerolo) — Dioc. Pinerolo — P1 T. a Pinerolo.
   Mandamento di TORRE PELLICE (comprende 3 Comuni, popol. 8755 ab.). — È compreso nella valle di Luserna, colla quale confina a levante e scirocco; a borea col monte Roux, presso le erte scoscese che segnano i limiti tra la Francia e l'Italia. Vi sono molti boschi e pascoli.
   Torre Pellice (4967 ab.). — Stendesi intorno ad un'eminenza di forma quasi conica, alle falde del monte Vandalino e fra il Pellice a sud e l'Angrogna ad est. Da parecchi anni questa pìccola città ha preso uno sviluppo notabile e si è assai abbellita; gli abitanti, Valdesi la più parte, sono onesti, intelligenti, laboriosi ed acquistansi la loro prosperità col lavoro e coll'industria; ed è ai meno agiati grande ventura il ricevere continue largizioni dai correligionari d'Inghilterra e di altri paesi, ai quali devonsi precipuamente le costruzioni di un bel Tempio valdese, del Collegio con biblioteca e collezioni di storia naturale, dell'Ospedale, dell'Orfanotrofio, del Pensionato e della