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La Patria. Geografia dell'Italia
Provincia di Torino
Gustavo Strafforello
Unione Tipografica Editrice Torino, 1890, pagine 614

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

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   Parte Prima — Alta Italia
   e cori bellissimo giardino, sopra un ripiano alla base della cresta orientale della Punta Bandita, detta Costa delle vigne, fra il Pellice e la Luserna, a monte del loro confluente. Ha tre piazze con portici e case signorili. Bella l'antichissima chiesa parrocchiale restaurata nel 1867. Degna di menzione è pure una cappelletta del cimitero, di proprietà di Casa D'Angrogna, notevole pei suoi affreschi del 1500. Vi si contano varie strade ben lastricate e vi si veggono alcuni pochi vestigi delle mura e del castello che proteggevano in addietro codesta terra, la quale, oltre il flagello delle guerre, soffrì anche gravi danni per le inondazioni del Pellice e per i terremoti che desolarono quella valle, principalmente il tremendo del 1808, di cui veggonsi tuttora le traccie.
   Partendo dalla stazione di Luserna agli Airali s'interseca la strada rotabile che passa tra la ferrovia e il monte e scorgonsi lungo di essa i laboratori e i depositi di lastroni di gneis estratti dalle vicine cave. Grandioso fabbricato contenente vari opifici mossi ad acqua per mezzo di un canale derivato-dal Pellice, ossia laboratorio di macchine industriali in metallo od in legno, stabilimento industriale del barone Mazzonis, in cui si fila cotone e si tessono tele di cotone d'ogni qualità, con stamperia e tintoria di filati e tele di cotone e anche di stoffe in lana ed in seta, seghe idrauliche, con vicine altre case dette Pra-la-fera.
   Cenni storici. — Fu già munito di fortificazioni importanti, rovinato verso la metà del secolo XVI, durante la guerra tra i Francesi ed Imperiali. Appartenne già, colla valle omonima ed altre circonvicine, al marchesato di Susa. Ebbe propri signori, che nel 1295 furono dei primi a giurare fedeltà al principe Filippo d'Acaja, venuto allora in possesso del Piemonte. I signori di Luserna furono in seguito creati conti e compresi fra i primi quattro vassalli del Piemonte.
   Coli, elett. Torino IV (Pinerolo) — Dioc. Pinerolo — P2 T. e Str. ferr. Torre Pellice Pinerolo.
   Angrogna (2573 ab.). — Valdesi per due terzi ed un terzo cattolici, i quali ultimi abitano principalmente nelle borgate di San Lorenzo, Marchetti Novarese e Pra del Torno (fig. 163), ov'è stabilita una vicaria. Ai piedi del monte detto Roux stendesi pure un lago spazioso quasi sempre ghiacciato. Da esso stendesi il torrente Angrogna che, dopo aver percorso tutto il Comune, sbocca nel Pellice a Torre Pellice. Due istituti di beneficenza, uno dei quali pei poveri Valdesi.
   Coli, elett. Torino IV (Pinerolo) — Dioc. Pinerolo — P2 T. a Torre Pellice.
   Lusernetta (700 ab.). — Alle falde dei colli che mettono a Bibiana e a chilom. 2.46 da Luserna San Giovanni, ha una parrocchiale costruita nel 1846, e nell'antica chiesa di San Bernardino in mezzo al camposanto contengonsi antichi pregevoli dipinti.
   Cenni storici. — Fu molto danneggiata al tempo delle persecuzioni dei Valdesi sotto Carlo Emmanuele II e verso la fine del secolo scorso fu dipendenza del Comune di Bibiana dal quale fu staccata nel 1789 per essere eretta in comunità separata.
   Coli, elett. Torino IV (Pinerolo) — Dioc. Pinerolo — P2 T. a Luserna San Giovanni.
   Rorà (762 ab.). — Con territorio in colle e in monte che produce segale, avena, patate, fieno, noci e castagne. Vi s'ingrassano molti suini. Molta caccia e cave di calce carbonata compatta della quale si fa grande smercio. Gli abitanti sono in gran parte Valdesi e vi hanno un tempio e una borsa di beneficenza, ma anche i cattolici vi hanno una chiesa parrocchiale. Questo villaggio fu infeudato con titolo marchionale ai Rorengo dei conti di Lucerna.
   Coli, elett. Torino IV (Pinerolo) — Dioc. Pinerolo — P2 T. a Luserna San Giovanni.
   Mandamento di NONE (comprende 4 Comuni, popol. 9295 ab.). — Il territorio ferace offre campi, vigneti, prati, boschi cedui e produce in eopia frumento, segale, mais, legumi, patate, canapa e vino. Molte noci e pollame.