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Parte Prima — Alta Italia
Mandamento di FENESTRELLE (comprende 6 Comuni, popol. 9388 ab.). — Trovasi nella valle omonima, che estendesi dal Bee-Dauphin al colle di Sestrières e comunica colla vallea di Cesana. Vi scorre il Ghisone, che conta in questo territorio moltissimi influenti. Si passa da questa alle adiacenti valli per venti colli diversi. L'antica strada di comunicazione tra l'Italia e la Francia, già tanto utile pel commercio, venne aperta da Napoleone il Grande e qua e là tagliata nella viva rupe, con molto dispendio.
Fenestrelle (1119 ab.). — Giace a 1150 m. sulla sponda sinistra del Ghisone, allo sbocco dal burrone del rivo Puy, in un oscuro e triste bacino, dominato a sud-ovest dai contrafforti settentrionali del monte Albergian e del Becco dell'Aquila, sulla cui sporgenza inferiore sorgono gli avanzi smantellati del forte Mutin, e chiuso ad est dalla cortina rocciosa su cui sono scaglionati i forti. Una strada angusta fra alte ed oscure case attraversa il borgo che ha una parrocchiale eretta dai Reali di Francia, ampliata ed abbellita dai Sabaudi. Telerie, filature di lana e fabbrica accreditata di liquori del signor Stefano Pin. Fenestrelle va rinomato principalmente per le sue fortificazioni di cui diamo qui una veduta con la debita descrizione (fig. 162).
Giova premettere che Fenestrelle era cinto anticamente di mura ed aveva una rocca munitissima, il suddetto forte Mutin, o Muttino che dir si voglia, con batterie puntate contro il Piemonte, e guarentito da quattro rivolte superiori dette Catinai, dell'Albergian, Eidoux, e la quarta, sulla sommità, Andourne.
In forza del trattato di Utrecht, dell'll aprile 1713, essendo venuto Fenestrelle in potere della Casa di Savoia, questa vi eresse una nuova fortezza sulla sinistra del Chisone, formante una seguenza di forti che stendonsi per la lunghezza di due chilometri sopra una cresta di ardue roccie.
Il primo forte, che addimandasi di San Carlo, fu costruito nel 1727 e continuato da Carlo Emanuele III; il secondo, detto dei Tre Denti, a prova di bomba, signoreggia la valle, principalmente ad est ed ovest e vi si trova una via di soccorso che riesce nella selva di Mentoulles. Seguono i ridotti di Santa Barbara e di Sant'Antonio, discosti un cinquecento passi l'uno dall'altro, indi il ridotto dell 'Elmo davanti al quale è un gran fossato; e finalmente il forte delle Valli, che domina gli altri tutti, conte quello che sta all'altezza di 1764 m. dal livello del mare ed a cui soprastà il Prà Catinat, o Campo di Catinat (2056 m.), verde altipiano mirabile per la copia e varietà di fiorellini che sbocciano in primavera, e che serbò il nome del maresciallo francese Catinat, il quale vi stette a campo, come già dicemmo, nell'inverno del 1690 con 10,000 uomini.
Il forte delle Valli comunica col Prato di Catinat per mezzo di un ponte di elevatezza sorprendente, detto il Ponte Rosso. Cotesti forti, a nord di Fenestrelle, sono fiancheggiati da alti e massicci bastioni e sono rilegati fra di loro dalla famosa scala di ben 3600 gradini, coperta e a prova di bomba! Dal forte dei Tre Denti e quello dell'inno fu costruito sopra la vòlta del cammino coperto uno scalone in pietra da taglio, detto la Strada Reale.
Di tutti questi forti il più ragguardevole è quello di San Carlo a prova di bomba e a 500 m. dall'abitato. Queste opere stupende del forte San Carlo e di quello dei Tre Denti furono incominciate sotto la direzione dei celebri ingegneri Bertola e Nicola, e proseguite da Vittorio Amedeo de la Marche, che morì nel 174-5 ed a cui succedettero l'ingegnere Mariotti e quindi i conti Pinto e Robilant. Per compiere la linea di difesa, fu eretto, sotto Carlo Alberto, un forte che porta il suo nome sulla strada tagliata nella roccia e che è fondato nel letto del Ghisone; una saracinesca di ferro ne chiude la strada che passa sotto la vòlta del forte.
Prima del 1796 le rocche di Fenestrelle, di Exilles, di Susa e della Brunetta, legate insieme con linee intermedie di fortificazioni, fra cui quelle dell'Assietta, di