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Parte Prima — Alta Italia
Cenni storici. —¦ Fu ceduto dai Romagnano a Filippo d'Acaja. Nel 1808 Frossasco ebbe a soffrire per grave tremuoto di cui il centro fu Pinerolo. Le scosse durarono, con maggiore o minor violenza, dal 2 al 26 aprile, e la più forte seguì il giorno 16.
Coli, elett. Torino IV (Pinerolo) — Dioc. Pinerolo — P3 ivi, T. a Pinerolo.
Macello (2039 ab.). — Sta in pianura bagnato dal Chisone a 2.46 chilometri da Buriasco e conserva ancora una torre assai alta ed un fortilizio quadrangolare con torri ai quattro angoli. Congregazione di carità.
Cenni storici. — Vuoisi traesse il nome dagli antichi abitatori, i Magelli, tribù ricordata da Plinio. Appartenne in parte ad un ramo dei signori di Bricherasio e in parte ai Bersatori di Pinerolo, finché fu venduto ai Solaro che lo possedevano con titolo comitale. Nel secolo XV trovavasi più vicino al Chisone, ma al tempo della erezione del castello fu trapiantato dove ora si trova.
Coli, elett. Torino IV (Pinerolo) — Dioc. Pinerolo — P2 ivi, T. a Pinerolo.
Piscina (840 ab.). — In pianura, bagnato dal rivo Ritorto, che ha le sue fonti nella montagna di Roletto, solca le terre di Frossasco, Piscina, Volvera e va a metter foce nel Chisola. Vuoisi pigliasse nome di Piscina dagli stagni o piscine in cui raccolgonsi le acque di cui scarseggia quella pianura. L'abitato è ben distribuito ed ha belle case. La parrocchia fu terminata nel 1766 su disegno dell'architetto Gerolamo Buniva e accanto alla stazione è una fabbrica di materiali da costruzione con fornace del sistema Appiani. Due pii istituti Crotto, e un fiorente Collegio maschile e femminile fondato dal benemerito cav. D. Berletti.
Cenni storici. — Fu già signoria dei Piossasco e nel 1800 fu traversato da eserciti numerosi.
Coli, elett. Torino IV (Pinerolo) — Dioc. Torino — Pa T. e Str. ferr. Torino-Pinerolo.
Roletto (1069 ab.). — Giace alle falde del Rocco Muretto e Costabruciata, fra due rivi, il rivo Torto e il rivo Tiglio. Molto antica la parrocchiale della Natività di Maria Vergine. Congregazione di carità. Molte beccaccie. Fu già compreso nella contea di Frossasco.
Coli, elett. Torino IV (Pinerolo) — Dioc. Pinerolo — P1 T. a Pinerolo.
Mandamento di CAVOUR (comprende 4 Comuni, popol. 11,922 ab.). — Stendesi in ampia pianura, non molto fertile per natura del suolo, ma ben coltivata. Molta caccia nei luoghi paludosi detti Fontanili.
Cavour (7202 ab.). — Cavour (Caburrum, che in linguaggio celtico, latinizzato dai Romani, significa terra situata sopra un'eminenza) giace a nord di un promontorio, detto la Bocca di Cavour (fig. 161), che sorge bizzarramente isolato in mezzo alla pianura e rassembra un masso enorme preso e messo lì, e su cui, coll'andar dei secoli, siasi formata una crosta di terra vegetale, vestita, nel lato nord, di macchie d'alberi selvatici, e, nelle parti meglio esposte al meridiano, di piante fruttifere, di vigneti e di biade. È un masso immane di granito (che il Denina volle erroneamente staccato in origine e rotolato dal lontano Monviso) con vene quarzose e pseudo-topazii da cui si possono cavar grandi tavole. Il suo culmine innalzasi a 162 m. sopra il piano del paese e la sua circonferenza totale oltrepassa i 3 chilometri. I Romani, approfittando della posizione favorevole della Rocca di Cavour, non dominata da alcuna altura, vi eressero una fortezza e vi stabilirono un presidio, come attestano di molte lapidi ed altri oggetti disseppelliti nei dintorni, fra cui numerose medaglie d'imperatori romani, specialmente di Nerone e degli Antonini.
In tempi a noi più vicini fu una fortezza temuta. Ergevasi sulla sommità un muni-tissimo mastio, ridotto ora a casa colonica, detto la Torre di Bramafame, da cui spiccavansi forti mura, le quali, scendendo al piano, allacciavano tutto il paese. Caddero poi in rovina durante le guerre incessanti del Piemonte contro i Francesi, ed una fossa