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La Patria. Geografia dell'Italia
Provincia di Torino
Gustavo Strafforello
Unione Tipografica Editrice Torino, 1890, pagine 614

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

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   Mandamenti e Comuni del Circondario di Pinerolo
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   Fig. 154. — Tempio Valdese in Pinerolo, visto da nord-est (da fotografia Santini).
   Cenni storici. — Incerta è l'origine di Pinerolo di cui lunghe e molteplici furono le vicende che non occorre narrar qui per disteso. Toccando soltanto le principali, diremo che il primo documento autentico che venne fatto trovare sinora è quello del 996 con cui Ottone III, imperatore d'Alemagna, confermava ad Amizone, vescovo di Torino, le proprietà, i diritti, i privilegi sino a que'giorni goduti da'suoi predecessori su Pinerolo. Questa città, che sta a guardia di uno dei valichi principali per cui si scende in Italia, era considerata, fin dal secolo X, di grande importanza e custodita dalla potente famiglia del conte Olderico Manfredo. La costui figliuola Adelaide, che fu la Matilde del Piemonte, succedutagli nei dominii con la sorella Imilda nel 1035, largheggiò in donazioni con la Badia Pinerolese dei Benedettini (ora comune di Abbadia Alpina), ai quali cedè, nel 1078, ogni suo diritto sulle valli di Perosa, di San Martino e di Pragelato ; e, sul cadere del medesimo anno, cedè loro il territorio, il castello e le fortificazioni di Pinerolo. Ma il Barbarossa sottomise poi Pinerolo al vescovo Milone suo partigiano; però, venuti con lui in iscrezio, gli abi-, tanti ricorsero alla Gasa di Savoia. Tommaso I si portò su Pinerolo, n'ebbe, nel 1188, il castello e ne fu riconosciuto signore, accordando al popolo la continuazione della sua rappresentanza comunale e il suo statuto particolare. Nella lotta tra Federico II