Stai consultando: 'La Patria. Geografia dell'Italia Provincia di Torino', Gustavo Strafforello

   

Pagina (300/605)       Pagina_Precedente Pagina_Successiva Indice Copertina      Pagina


Pagina (300/605)       Pagina_Precedente Pagina_Successiva Indice Copertina




La Patria. Geografia dell'Italia
Provincia di Torino
Gustavo Strafforello
Unione Tipografica Editrice Torino, 1890, pagine 614

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

Aderisci al progetto!

   
[Home Page]




[ Testo della pagina elaborato con OCR ]

   286
   Parte Prima — Alta Italia
   Bilancio. — Il totale dei bilanci di previsione dei comuni del circondario di Pinerolo per l'anno 1886, era il seguente:
   Attivo
   Entrate ordinarie......L. 1,232,754
   Id. straordinarie.....» 91,291
   Differenza attiva dei residui . . » 10,255
   Partite di giro e contabilità speciali » 254,439
   II
   Totale L. 1,588,739
   Passivo
   Spese obbligatorie ordinarie . . L. 980,388
   Id, straordinarie . » 236,218
   Partite di giro e contabilità speciali » 254,439
   Spese facoltative......» 117,694
   Totale L. 1,588,739
   Storia. — Dacché stiamo trattando dei Valdesi, cadono qui in taglio alcuni brevi cenni su questa comunità religiosa precorritrice della Riforma e stabilita nel circondario di Pinerolo.
   Pigliano nome da Pietro Valdez, o Valdo, ricco mercante lionese, il quale, verso il 1170, studiando la Bibbia, fece proposito di ristabilire, mediante la povertà volontaria, l'antica purità della Chiesa. A tal uopo diedesi, dopo il 1179, a predicare, co' suoi seguaci, il vangelo, dopo rinunciato ogni avere, donde le loro altre denominazioni di Pauperes de Lugduno (Poveri di Lione), Leonisti dal luogo di loro origine Lione, di Salatati, dai zoccoli che calzavano, e di Umiliati dalla loro umiltà.
   Vennero tosto alle prese con la Chiesa a cagione della loro libera lettura e interpretazione della Bibbia, della loro predicazione laicale, e, più tardi, delle loro dottrine sui sacramenti. Eglino furono perciò condannati da papa Lucio nel sinodo di Verona (1184) e da Innocenzo III nel concilio Lateranense (1219), ma si diffusero ciò nullameno in Italia, Francia e Boemia.
   Sede principale dei Valdesi si rimasero però le valli del Piemonte e della Savoia, ove patirono per altro sino al secolo XVIIf, nonostante i loro puri principii evangelici e la loro pura condotta fondata sul sermone di Cristo del Monte, innumerevoli persecuzioni. Per tal modo Sisto IV predicò, nel 1477, la crociata contro i Valdesi, dei quali furono, nell'ultima persecuzione del 1686, uccisi circa 3000 da un esercito francoitaliano, circa 10,000 carcerati e 3000 dei loro figliuoli disseminati in luoghi cattolici.
   Ultimamente le potenze protestanti, la Prussia segnatamente, intercessero in loro favore, e Carlo Alberto, in ciò veramente magnanimo, con suo decreto del 17 febbraio 1848, concesse loro piena libertà religiosa ed ecclesiastica in un coi diritti civili e politici pari a quelli delia popolazione cattolica.
   I Valdesi dimorano ora principalmente nelle suddette tre valli alpine di San Martino e di Luserna, cospicui per moralità, industria, perizia e solerzia nella coltivazione dei campi e dei vigneti. Già in numero di 80,000 verso il 1500, essi sono ora ridotti a circa 25,000 in 58 comunità organizzate e 16 stazioni missionarie da Torino a Palermo, con oltre 100 fra predicatori, evangelisti, insegnanti, ecc., ed una scuola teologica in Firenze. Uno dei loro organi principali era la Rivista Cristiana, fondata nel 1873 dal letterato valdese, vivente, Emilio Comba e cessata nel 1887 (1).
   (1) Il loro più antico giornale, che data dalla concessa libertà nel 1848 da Carlo Alberto, si stampava a Pinerolo col titolo Echo des Vallées ed aveva a direttore il prof. Meille, di recente defunto e padre all'attuale Pastore di Torino. L'Edio, dopo la partenza da Torre Pellice del suo direttore, prese il titolo di Témoin, che dopo 15 anni di vita ha di nuovo a suo direttore il Pastore a Torre Pellice, sig. Enrico Meille, figlio del fondatore del giornale.