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Parte Prima — Alta Italia
con la fortezza sovrastante sono i punti più importanti della valle del Ghisone, detta anche perciò valle di Fenestrelle.
Dai colli famosi dell'Assietta, delle Finestre, dell'Orsiera e da molti altri si può varcare il fianco sinistro per giungere nella gran valle di Susa, come dal colle della Rossa si discende nella valletta del Sangone e nelle pianure di Torino, e, per ultimo, dal colle dell'Albergian, nella valle di San Martino.
Le sorgenti del Ghisone non sgorgano dalla catena delle Alpi, sì al sommo del contrafforte che divide la valle di Fenestrelle da quella di San Martino, distante 5 chilometri da detta catena. Dirigesi il Ghisone a tramontana-ponente dalla scatu-riggine al confluente del Ghisonetto, piega quindi a tramontana sino presso Fenestrelle ove piglia la direzione di ostro-levante sino alla sua imboccatura nel Pellice dopo un corso di 57 chilometri in cui riceve a sinistra 16 piccoli tributari e 8 a destra, i quali formano altrettante vallette.
La valle della Germanasca o di San Martino o di Ferrerò ha per limiti, a libeccio, la catena principale delle Alpi Gozie che la separa dalla Francia; a ponente, la cresta dei monti che la dividono da vai di Dora; a maestro, il balzo ond'è divisa dalla valle del Ghisone; a scirocco, l'alto contrafforte che la separa dalla valle di Luserna.
La valle delia Germanasca forma, un po' sopra Perrero, due grandi ramificazioni divergenti, una detta la valle di Praly, o della Germanasca di Praly, e l'altra la valle del Piz o della Germanasca di Massello. La Germanasca piglia origine al lago di Fonzet presso il colle d'Abriez, nella catena principale delle Alpi Gozie, corre molto incassata sotto i tre ponti in colto di Raut, Tour e Massello, ed entra nel Ghisone presso il borgo della Perosa dopo un corso di 24 chilom. La Germanasca segue la direzione di tramontana-levante dall'origine allo sbocco.
Nel circondario di Pinerolo contansi inoltre ventitre piccoli laghi, i quali giacciono la più parte nelle valli di Luserna, d'Angrogna, di Praly, della Germanasca e di Pragelato.
Orografia. — Fra le montagne principali di vai Pellice son da citare il monte Granerò (8170 m.), a cui si sale dal Prà, com'anco da Crissolo, e dalla cui vetta si gode di un ampio e svariato panorama sui monti di vai di Po, di vai Pellice, del Queiras e sul gruppo del Delfinato; punta Boucier o bric-Boucliet (2998 m.), piramide dirupata e imponente, che elevasi sulla catena dorsale delle Alpi Gozie al punto da cui dipartesi la costale che separa la valle del Pellice da quella della Germanasca prima e poi del Ghisone e che si termina sulla pianura con le colline di San Secondo e Bri-cherasio ; la punta di Paravas o mont-Pelvas (2929 m.), detto anche brio dell' Urina, antico cono di sollevamento, che ergesi sulla catena dorsale di confine italo-francese fra i colli dell'Urina a nord e la cresta della Paré di Longir a sud che si avvalla nel colle della Croce; e finalmente la punta del Cornour (2868 m.), bella piramide ergentesi con forma spiccata e aspetto severo sulla giogaia costale, la quale, diramandosi dal predetto monte Boucier, separa dapprima il Pellice dalla Germanasca e sciogliesi poi in varie ramificazioni fra il Pellice, l'Angrogna e il Ghisone, terminando in quella congerie di monti che vanno declinando sulle alture di Bricherasio e di San Secondo.
Nella valle del Ghisone la più alta montagna che incontrasi è la punta Rognosa di Sestrières (3279 m.), la quale s'innalza a breve distanza dalle sorgenti del Chisone sulla giogaia costale Chisone-Dora Riparia. Godesi da essa di una stupenda prospettiva