284
Parte Prima Alta Italia
Montestrutto (205 ab.). Comunello dominato da un promontorio, su cui rimangono pochi ruderi di un antico castello ed lina chiesuola antica anch'essa. La ferrata passa qui sulla destra della Dora, sopra nn ponte a travata metallica, a tre luci, di cui la centrale di m. 34 e le altre di 28.
Cenni storici. Nei tempi di mezzo era una terra importante per la sua giacitura, che domina il passaggio della valle. I suoi feudatari trattavano direttamente, non solo con Vercelli, ma anche con Ivrea e Savoia, e fra essi tutti corsero varii trattati.
Coli, elett. Torino V (Ivrea) Dioc. Ivrea P2 a Settimo Vittone, T. a Borgofranco.
Nomaglio (903 ab.). Θ situato a mezza costa delle pendici selvose della Serra, a chilom. 3.70 da Settimo Vittone, e la sua parte superiore θ percorsa dal torrente Viona. Ha una bella parrocchiale e varie cappelle.
Cenni storici. Fu giΰ signoria dei Lasbianca di Tavagnasco e dei Giampietro di Montestrutto, ed appartenne in feudo successivamente alle famiglie Mola di Beinasco, Roasenda del Melle, Roasenda di Tavagnasco e Setto di Settimo Vittone.
Coli, elett. Torino V (Ivrea) Dioc. Ivrea P2 a Settimo Vittone, T. a Borgofranco.
Quassolo (490 ab.). Sta addossato alle falde della montagna Cavallaria, in cui erano anticamente miniere d'oro e di argento. Chiesa parrocchiale del principio del secolo scorso, e a 700 m. chiesa antica di San Giorgio. Rovine di due castelli, uno in riva alla Dora, l'altro sull'altura che domina l'abitato.
Cenni storici. Nei secoli di mezzo apparteneva al contado d'Ivrea ; fu poi di quei vescovi, che lo infeudarono ai Solari ; divenne in seguito contado dei Ricca. In questo Comune fu inventata la macchina fonostenografica Michela.
Coli, elett. Torino V (Ivrea) Dioc. Ivrea P2 a Borgofranco d'Ivrea, T. ad Ivrea.
Quincinetto (1384 ab.). Sta alle radici del monte Scalerς, a destra della Dora, bagnato dai torrenti Renanchio e Sciasco. Grandiosa chiesa parrocchiale con qualche bel dipinto del milanese Cogrosso. Mulini, filature di lana e pesta da canapa, fucine, cipollini rinomati; una ferriera, diversi forni da calce, e alcune cave di pietra calcare e da lavoro. Cadute e salti d'acqua per industrie.
Cetini storici. Aveva anticamente un castello. Fu contea dei Setto, patrizi di Settimo Vittone, e dei Garidelli nizzardi.
Uomini illustri. Patria del distinto scrittore di prose e poesie, can. Enrietti Giampietro, nato nel 1757, morto nel 1843.
Coli, elett. Torino V (Ivrea) Dioc. Ivrea P2 T. e Str. ferr. Ivrea-Aosta.
Tavagnasco (1007 ab.). Alle falde del monte omonimo, alla destra della Dora Baltea e ad 1 chilom. da Settimo Vittone, si compone quasi tutto di case rurali, ha una parrocchiale maestosa di Santa Margherita, costruita nel secolo scorso su disegni del Juvara. Poco discosto dalla stazione un ponte di recente costruzione accavalcia la Dora e conduce in pochi minuti a Settimo Vittone.
Cenni storici. Appartenne nei tempi antichi alla mensa vescovile d'Ivrea ; lo ebbero in seguito in feudo i Setto di Settimo Vittone, i Lasbianca di Tavagnasco, i Giampietro di Montestrutto, e divenne quindi signoria dei Roasenda di Melle e dei Roasenda di Roncaglio. Verso lo scorcio del secolo scorso venne infeudata in titolo comitale ai Leone eli Piverone.
Uomini illustri. In questo Comune nacquero Lasbianca Mattia dei signori di Tavagnasco e Nomaglio, procuratore generale di S. M. Carlo Emanuele, morto nel 1604; P. Prospero Ioannes, maggior generale dei Romiti Camaldolesi, morto nell'Eremo di Torino il 4 marzo 1792 in etΰ d'anni 76 ; Navioria Giovanni Grazio, giureconsulto e teologo di vaglia, morto nel 1601; e il dott. Marco Morelli (1778), che fu al servizio di Napoleone I, e morμ a soli 29 anni, dicesi avvelenato.
Coli, elett. Torino V (Ivrea) Dioc. Ivrea P2 a Settimo Vittone, T. e Str. ferr. Ivrea-Aosta.