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Parte Prima — Alta Italia
Guido dei conti del Canavese ; più tardi fu feudo della famiglia Sette, originaria di questo luogo, dalla quale passò ai Calcaterra e quindi ai Giampietro di Gesnola (1).
Coli, elett. Torino V (Ivrea) — Dioc. Ivrea — P2 ivi, T. a Tavagnasco-Settimo.
Andrate (1069 ab.). — Giace alle falde del Mombarone sulla via per la più volte citata collina della Serra. Il campanile della parrocchiale sorge all'altezza di 847 m. c servi al celebre P. Beccaria per determinare il meridiano di Parigi, e più tardi ad altri astronomi, i quali scelsero codesto luogo come termine settentrionale dell'arco del meridiano di Torino misurato da essi. Nella chiesa leggesi un'iscrizione dell' illustre Plana (2) per perpetuare la memoria della dimora e dei lavori del Beccaria. Dalla cima della non lontana Colma di Barone (2404 m.) si gode di un estesissimo ed imponente spettacolo, non limitato che dalle Alpi e dagli Apennini : a mezzodì si abbraccia con lo sguardo tutta la gran valle del Po, e, a mezzanotte, si para innanzi il panorama superbo delle altissime Alpi Pennine.
Coli, elett. Torino V (Ivrea) — Dioc. Ivrea — P2 T. a Borgofranco d'Ivrea.
Borgofranco d'Ivrea (1930 ab.). — È un ameno paesello situato intieramente in pianura ai piedi della suddetta Serra e sotto Andrate. L'abitato moderno sta presso la strada nazionale, e nell'antico veggonsi ancora alcune case del 400 (riprodotte nel borgo medie vico di Torino), avanzi di mura e fossi. Una particolarità di Borgo-franco è di aver le cantine, non sotto le case, chè sarebbero allagate nella stagione delle grandi pioggie, ina nella regione Quinto, alla distanza di 1 chilometro a nord e nelle falde della montagna. Sono cavernette naturali in numero di circa 130, dette i Balmetti, da balma, che significa appunto in dialetto antro o caverna. La rinomata fabbrica di birra dei fratelli De Giacomi, che fu la prima impiantata in Piemonte sul sistema di Chiavenna, fa uno smercio grandissimo di birra, che si conserva benissimo nei suddetti balmetti.
Cenni storici. — Il comune di Borgofranco sorse fra il 1266 e il 1278 per ordine del marchese di Monferrato, che dominava allora in Ivrea. Carlo Emanuele I lo infeudò, con titolo comitale, a certo G. F. Lussolaborda. Morto costui senza prole, il feudo passò a C. Marini, patrizio genovese, la cui famiglia si estinse nel 1720. Passò quindi a G. F. Palma, i cui discendenti vi rinunciarono poi sulla fine del secolo scorso.
Coli, elett. Torino V (Ivrea) — Dioc. Ivrea — P3 T. e Str. ferr. Ivrea-Aosta.
Carema (1774 ab.). — Assiso pittorescamente sulla china di un bacino, ben esposto a mezzodì e coltivato a vigneti sino a grande altezza sul monte Maletto all'ingresso di vai d'Aosta. Nella parrocchiale vedesi una lapide sepolcrale romana di una famiglia di liberti dello storico Caio Sallustio. Vini rinomati. Nel territorio, verso Pont-St-Martin, è una fabbrica dei Mongenet, che dispone della forza di 150 cavalli e in cui si tirano al maglio le verghe di acciaio naturale e di ferro. Vi esistono pure alcune cave di pietra silicea, adatta per costruzioni.
Cenni storici. — Prima del 1000 era sul limite fra l'Italia e il regno di Borgogna, poi fece parte del ducato d'Aosta. Nel 1564 gli abitanti chiesero di esserne staccati
(1) Sulla spianata del castello sorge un edifizio annesso alla chiesa di San Lorenzo in Castello, che vuoisi costruito dai Romani nell'epoca della loro dominazione in queste località, e poi consacrato al culto cattolico nel settimo secolo dell'era volgare. La sua pianta è un ottagono regolare di lato esterno ni. 2.80 con muri di ni. 1.20 di spessezza aventi in ciascuna parete interna dei nicchioni, con sovrastanti finestre. In essa si trovano affreschi assai ben conservati.
(2) II Padre Giovanni Battista Beccaria \ Già nel 1762 , Osservava le stelle da questo foro ,
Col suo settore zenitale \ Vedi Gradus Taurinensis pagine 92 e 145 , Il Barone Cav. Plana Giovanni regio astronomo \ Dettava la presente nel 1853.