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Parte Prima — Alta Italia
Sparone (2820 ab.). — Situato sulla sinistra dell'Orco, in molte frazioni, e il centro detto Sottovilla e Sommavilla, essendo percorso dalla strada che da Pont Canavese va a Locana e poi a Ceresole, ha l'aspetto di un borgo della pianura, con case signorili, osterie, caffè, farmacia e ufficio postale. Gli abitanti, magnani e calderai, emigrano in gran parte. Sotto il dominio francese eravi una fonderia per palle da cannone e altri ordegni da guerra. Le antiche miniere di rame sono abbandonate; vi hanno però due fonderie di questo minerale; tre magli e cinque mulini. Nel 1889 si stavano facendo scavi per una miniera d'argento.
Cenni storici. — Sparone è molto antico, ed è ricordato col nome di Sparrono Castellum in un diploma del 1000 fra le terre confiscate dall'imperatore Ottone III ad Arduino, allora marchese d'Ivrea, per compiacere all'avidità di Leone, vescovo di Vercelli. L'antico forte di Sparone esisteva già prima del dominio dei re tedeschi in Italia: in esso ricoverossi Arduino, che era stato proclamato re d'Italia e vi sostenne, per un anno intiero (1113-1114), l'assedio dell'imperatore Arrigo I. Esistono tuttora i ruderi del forte. Anche Sparone appartenne poi ai conti di San Martino.
Coli, elett. Torino V (Ivrea) — Dioc. Ivrea — P2 ivi, T. a Pont Canavese.
Valprato (1126 ab.). — Giace sulla destra del Soana, a 16 chilometri da Pont Canavese, e il centro, detto la Corzonera, è un aggregalo di pochi casolari rustici intorno alla chiesa parrocchiale, con vicina una decente canonica. Nella borgata Pianetto trovasi altra chiesa parrocchiale, che nella sua semplicità attirò l'attenzione di quanti si recano a visitare le alture del paese. All'ultimarsi della strada, ora in costruzione, di valle Soana, il Comune diventerà al certo uno dei più gradili soggiorni estivi, per il suo aspetto pittoresco e per l'aria salubre che si respira. Miniere di piombo, rame, ferro, antimonio e amianto.
Cenni storici. — Nella guerra fra gli Austro-Subalpini e i Francesi verso il 1702 vi accadde un combattimento, nel quale vuoisi siasi adoperata l'artiglieria di piccolo calibro. Coli, elett. Torino V (Ivrea) — Dioc. Ivrea — P2 T. a Pont Canavese.
Mandamento di SAN GIORGIO CANAVESE (comprende 5Comuni, popol. 9329 ab.).— Territorio per una terza parte in colle e il rimanente in pianura, bagnato dall'Orco e dalle sue derivazioni, ben coltivato e feracissimo, principalmente di ottimi vini e di meliga.
San Giorgio Canavese (4008 ab.). — Sta in pianura appiè di un colle poco elevato, a 20 chilom. da Ivrea, sull'Orco e il canale di Caluso. Vie spaziose e tre ampie piazze, varie chiese, fra cui la parrocchiale antica a tre navate e quella di San Giovanni Decollato, di disegno elegante, con parecchi lavori d'arte e un aitar maggiore di fino marmo. Vecchio castello di gran mole dei conti Biandrate San Giorgio. Ameno passeggio pubblico che gira in piano a mezzo un colle lungo due chilom. e più, fiancheggiato da alberi e dal suddetto canal di Caluso. Sopra questo passeggio vedesi un piccolo ponte pensile in fìl di ferro, su disegno dell'architetto Ignazio Michela. Commercio attivo, e smercio annuale di ben 70,000 pali per viti.
Cenni storici. — Si chiamò anticamente C art eregìa, poi Orio. Fu già munito di forte rocca. Nel medioevo i suoi signori sostennero lotte contro i conti di San Martino. Erano già suoi feudatari, nel secolo XII, i Biandrate; questi, nel 1336, dovettero giurar fedeltà a Giovanni marchese di Monferrato. Sopravvenuto, nel 1631, il trattato di Cherasco, San Giorgio passò a casa Savoia. Sotto questa diventò contado dei vari rami dei San Giorgio Biandrate.
Uomini illustri. — Gloria di San Giorgio è il celebre storico Carlo Botta, che vi nacque il 6 novembre 1766 da una famiglia in cui era ereditaria la professione della medicina. Morì a Parigi il 10 agosto 1837, e la sua patria gli pose un busto, opera del Marchetti. Fu pure di San Giorgio l'avv. Pier Carlo Boggio, deputato,