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La Patria. Geografia dell'Italia
Provincia di Torino
Gustavo Strafforello
Unione Tipografica Editrice Torino, 1890, pagine 614

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

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   G 250
   Parte Prima — Alta Italia
   Pont Canavese (5516 ab.). — Siede allo sbocco delle valli dell'Orco e del Soana ed è traversato in tutta la sua lunghezza da una via principale fiancheggiata in parte da antichi portici. Era cinto anticamente di mura, e il ponte in pietra sul Soana, di un solo e lungo arco, aveva una porta nel mezzo che chiudevasi in tempo di guerra o di pestilenza. Da questo ponte ebbe il nome. Le due torri rovinate, la Tellario verso la valle dell'Orco, e la Ferrando, verso il guado del Soana, voglionsi edificate da Arduino, ed appartennero quindi la prima ai San Martino e la seconda ai Valperga ; furono espugnate e distrutte dagli uomini di Cuorgnè. Antica chiesa parrocchiale detta di Santa Maria in Doblatio sopra una roccia sporgente, a mezz'ora di salita dall'abitato. La comparrocchiale di San Costanzo, edificata nel 1646 sulle rovine di un antico castello, sta sopra un'altura quasi nel centro del paese. Due cave di marmo bianco finissimo.
   Pont oggidì deve il suo benessere ai due importantissimi cotonifici di proprietà della riputata Società Manifatturiera di Annecy e Pont, diretti dal sig. cav. Laeuffer. La forza motrice è di 700 cavalli, con 3 macchine a- vapore sussidiarie in tempo delle magre, i fusi in moto sono 30,000 e 900 i telai cogli spianatoi meccanici ; i 1500 operai che vi lavorano producono in media 5 milioni di metri di tessuti nell'annata. Esistono due fonderie di rame, parecchie officine meccaniche ed un grandioso mulino dei fratelli Cinotti, i quali ottennero la medaglia d'argento alla Mostra Nazionale del 1884. Questo opifizio è animato da una ruota idraulica della forza di 22 cavalli-vapore; la macinazione giornaliera è di 150 quintali. Notevoli sono i mercati di Pont, in cui abbondano le derrate della montagna e le produzioni dei calderai.
   Cenni storici. — Pont Canavese è luogo molto antico e in altri tempi aveva un'importanza maggiore della presente. Ebbe in seguito una serie di feudatari, dei quali i principali furono i San Martino e i Valperga.
   Coli, elett. Torino V (Ivrea) — Dioc. Ivrea — P2 T.
   Alpette (1026 ab.). — Giace a 3.55 chilom. da Pont Canavese, sulla pendice meridionale di una montagna, alla destra dell'Orco. Scavando un muro dell'antica chiesa si scoprì un bel fresco del 1514 di Gaudenzio Ferrari.
   Coll. elett. Torino V (Ivrea) — Dioc. Ivrea — P2 a Pont Canavese, T. a Cuorgnè.
   Campiglia Soana (259 ab.). — Ultimo comunello di vai Soana, è ricinto da tre alte montagne e tutto riunito, meno qualche sparso casolare, intorno alla parrocchiale, costruita nel 1772 per essere stata l'antica rovinata dalle valanghe. Argilla magnesiaca e ferro solforato.
   Cenni storici. — Anticamente fu posseduto in feudo dai conti di San Martino, dai quali passò, con titolo di marchesato, ai Moccia di Cuneo.
   Coll. elett. Torino V (Ivrea) — Dioc. Ivrea — P2 T. a Pont Canavese.
   Frassineti (2248 ab.). — Sta a 1047 m. in un pianoro in vetta ad alto monte cinto da folti boschi, a sinistra del Soana. Una parte degli abitanti attende all'agricoltura e alla pastorizia; altra emigra dal paese, e si dedica a fare il minatore, il terrazziere nella costruzione delle ferrovie. Gli abitanti di una frazione del Comune esercitano la professione di arrotini ambulanti.
   Coli, elett. Torino V (Ivrea) — Dioc. Ivrea — P2 T. a Pont Canavese.
   Ingria (1358 ab.). — Giace in situazione alpestre a destra del Soana e a 10 chilometri da Pont, con parrocchiale dedicata a S. Giacomo. La popolazione si compone in gran parte di calderai e di fabbri, che fanno trapani, secchielli e vendono lumi, emigrando nel verno per tornare alla primavera ed attendere alla pastorizia e alla fabbricazione del carbone durante la bella stagione. Fu già contado dei Valperga.
   Coli, elett. Torino V (Ivrea) — Dioc. Ivrea — P9 a Pont Canavese, T. a Cuorgnè.