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La Patria. Geografia dell'Italia
Provincia di Torino
Gustavo Strafforello
Unione Tipografica Editrice Torino, 1890, pagine 614

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

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   G 250
   Parte Prima — Alta Italia
   Canaba anche nei primi tempi di Roma era frequentata da Liguri, Umbri, Tusci, Libici, Taurini, Celtici e Galli condotti da Belloveso, i quali ivi facevano centro del mercato dei preziosi metalli. Fu dai primi Romani aggiunto il Curtis a Canaba, perchè ivi risiedeva la Corte di giustizia, la cui giurisdizione estendevasi dal Chiusella al Malone fino a Volpiano.
   La ricchezza del suolo aveva agguerrito quelle popolazioni che difendevano le ricche valli, onde il popolo di Canaba godeva fama di forte e guerriero. Frequenti erano le fazioni, specialmente contro i vicini Salassi ed i primi Romani. Questi, secondo Strabone e Polibio, durarono fatica a sottometterle. Ai primi incontri i Romani rimasero abbagliati dall'oro e dalle avvenenti e robuste forme dei militi. I Canabesi si presentavano alla- pugna adornati di monili e collane, con lunghe armature, ciò che diede loro vantaggio, nei primi incontri, sulle legioni romane. Fu verso il 221 av. G. C. che poterono essere soggiogati da Scipione e da Marcello con forze preponderanti. Dopo la loro sottomissione si mantennero fedeli amici dei Romani.
   Da varie iscrizioni lapidarie e da alcune urne marmoree esposte nell'antica chiesa di San Ponzo si scorgono i nomi di consoli e famiglie romane, fra cui Decimo Rruto comandante la Gallia Cisalpina, residenti in Curtis Canava. Plinio ed altri contemporanei in più riscontri accennano a Canava ed al valore dei Cisalpini, contro cui ebbe a lottare accanitamente anche Annibale ; però la storia canavese di quei tempi si confonde colla romana, non presentando alcun particolare interesse se non dopo il VII secolo, epoca in cui cominciò la potenza del clero. Sorvolando alle guerre di fanatismo di quei tempi, ci trasportiamo alla metà del IX secolo, quando cominciarono le ambiziose lotte dei signori castellani.
   Per alcun tempo il marchese d'Ivrea, divenuto poi re Arduino, valse a tenere in freno i conti del Canavese, ma sconfitto nel 1013 dall'imperatore Arrigo II, riparava dapprima in Canava e poscia nel castello di Sparane, ove sostenne un lungo assedio, finché, sfinito dalle lotte, si arrendeva alla vita claustrale, e moriva nel 1018 nel monastero di Fruttuaria (San Benigno). Fu verso quest'epoca di sanguinose lotte che Curtis Canava, a seguito forse di altra rovinosa inondazione dell'Orco, prendeva il nome di Courgnava o Corgnate o Courniè. Quantunque questa città fortificata fosse rimasta salva, la principessa Adelaide di Savoia, marchesa di Susa, contessa di Torino, amando e proteggendo le terre del Canavese e la sua capitale Gorgnata, nel 1070 a sua difesa ne faceva ricostrurre le mura, munendola di cinque porte turrite, alcuna delle quali è ancora ricordata dai seniori del paese. Questa amata principessa moriva di poi nel 1091 in un suo castello nella vicina terra di Canischio.
   Il Durandi, scrittore coscienzioso, osserva che il Canavese non fu mai contado del re Arduino d'Ivrea, e che prima del IX secolo non esistevano conti del Canavese, ma bensì i signori del Comitato di Curtis Canava, che avevano il jus amministrativo sul territorio canavese. Che d'altronde i neo-conti non avevano affinità col detto re. A questa interpretazione si avvicina Balderio vescovo di Vercelli, il quale afferma che anche nel 1120 i conti di Valperga riguardavano Cuorgnè capoluogo indipendente del contado, siccome da remotissima età i signori di Curtis Canava amministravano la giustizia anche alle famiglie romane. Lo storico Pietro Azario di Novara, nipote del Giovanni Azario podestà di Cuorgnè nel 1330, facendone l'elogio disse che questo borgo era molto dovizioso, abitato da famiglie romane e da prodi uomini, osservatori dei patti, concordi ed ospitali : Universis de Corgnate populus in Lombardia non est par... dieta terra palatiis et turribus burgentium refulget, et praedicti burgenses, Comites contrarios, in divitiis antecellunt „. Lo stesso autore cita altra scrittura del 1129 in cui è detto in Corgnato jus reddebatur omnium ferrarum Canapicii Comitatus „. Da ciò appare che dal Comitatus ne vennero i Comites,