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La Patria. Geografia dell'Italia
Provincia di Torino
Gustavo Strafforello
Unione Tipografica Editrice Torino, 1890, pagine 614

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

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   Parie Prima — Alta Italia
   e piante rare. Fu capoluogo di una contea posseduta in feudo da un ramo dei Valperga che diede parecchi personaggi illustri. Sino dal 1723 esisteva in questo Comune una Congregazione di carità, che distribuiva sussidi a intervalli; nel 1835 il prevosto Pastore legò alla stessa una rendita annua di lire 120.
   Uomini illustri. — Vi nacque il medico Francesco Quadrio autore di un'opera: Sulle malattìe immaginarie.
   Coli, elett. Torino V (Ivrea) — Dioc. Ivrea — P2 a Caravino, T. a Strambino.
   Tina (5401 ab.). — Sta in pianura in riva al Naviglio d'Ivrea a 9.10 chilometri da Borgomasino, con chiesa parrocchiale di San Giovanni Battista e Congregazione di carità. Dai marchesi di Monferrato passò alla chiesa d'Ivrea e fu poi posseduto da un ramo dei Valperga.
   Coli, elett. Torino V (Ivrea) — Dioc. Ivrea — P2 a Vestignè, T. a Strambino.
   Vestignè (1520 ab.). — Giace sulla pendice occidentale della fertile collina di Masino alla sinistra del Naviglio d'Ivrea. Delle sue antiche fortificazioni rimangono un muro di cinta di grande spessezza e le vestigia di un ponte levatoio. L'antichissima parrocchiale fu ampliata nel 1765 ed abbellita con nuova facciata. Congregazione di carità.
   Cenni storici. — Fece parte della celebre contea di Masino posseduta da un ramo della famiglia Valperga. Nel 1232 i primi conti di Masino permisero agli abitanti di Vestignè ed agli altri loro vassalli di guerreggiare a prò del Comune di Vercelli contro gli uomini de Canapitio (del Canavese) igne et sanguine.
   Coli, elett. Torino V (Ivrea) — Dioc. Ivrea — P2 ivi, T. a Strambino.
   Villareggia (1574 ab.). — In pianura, sulla sponda sinistra della Dora. Vi si vedono ancora le traccie di un antico castello rimodernato. La parrocchiale dedicata a San Martino vescovo e il campanile sono di antica costruzione.
   Cenni storici. — Era dapprima baronia dei Ponte-Spatis, famiglia estinta nel 1775, e fu poi eretta in contado a favore dei Pastoris-Meena.
   Coli, elett. Torino V (Ivrea) — Dioc. Ivrea — P2 ivi, T. a Cigliano.
   Mandamento di CALUSO (comprende 6 Comuni, popol. 16,756 ab.). — Parie in monte e parie in collina, fertile in frumento, segala, alberi fruttiferi e soprattutto di vini squisiti, bianchi segnatamente.
   Caluso (6530 ab.). — Siede alle falde del monte Rotondo e di una collina che termina in un balzo sulla cui vetta veggonsi avanzi di fortificazioni antiche. È intersecato a foggia di croce dalla bealera o canale di Caluso, notabile per una galleria costruita solidamente, lunga m. 830 e divisa in due da una vallicella fra Agliè e San Giorgio, coni'anco per un bellissimo ponte pensile in ferro che lo accavalcia, uno dei primi costruiti in Europa sul disegno dell'ingegnere Ignazio Michela d'Agliò. 11 canale fu derivato dall'Orco dal maresciallo francese De Brissac nel 1540. Parrocchiale antica dei SS. Calocero e Andrea apostolo, con campanile molto elevato. Bei fabbricati. Fra gli altri le villeggiature deliziose dei conti della Trinità, di Valperga e un piccolo teatro. Ginnasio, scuole tecniche, convitto e Congregazione di carità.
   Cenni storici. — Caluso appartenne nel medio-evo ai signori di Valperga e passò quindi, per via di maritaggi, ai conti di Biandrate; fece poi parte della giurisdizione temporanea dei vescovi d'Ivrea i quali lo diedero, nel 1227, in feudo ai marchesi di Monferrato. In seguito tornò ai Valperga, già signori di una gran parte del Canavese, finché, nel 1435, passò per trattato sotto il dominio dei duchi di Savoia.
   Uomini illustri. — Diede i natali nel 1737 al celebre letterato abate Tommaso Valperga di Caluso, morto in Torino nel 1815, dottissimo uomo e raro modello di sana critica in ogni genere di letteratura, autore di pregiati scritti in prosa e in versi,