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La Patria. Geografia dell'Italia
Provincia di Torino
Gustavo Strafforello
Unione Tipografica Editrice Torino, 1890, pagine 614

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

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   Mandamenti e Comuni del Circondario di Ivrea 249
   riedificata nel 1775 dal duca del Ghiablese, con alcuni buoni quadri e la statua colossale in legno dorato di S. Massimo di Riez. Setifici. Ma il monumento piů notabile : d'Aglič č il suo castello, o sontuosissimo palazzo, con giardini, parco e serre, e ' 310 giornate di terreni a coltura variata (figg. 132-133). Pregiati affreschi di Gian ' Paolo Ricci da Como, rappresentanti le imprese di re Arduino d'Ivrea, nella gran sala.
   Magnifiche statue e busti, trasportati da Tuscolo. Antichitŕ etrusche e pompeiane I nella seconda sala. Elegante teatro unito al castello, cappella, ameni giardini. ! Maestoso tempio, con dipinti del Cervetti e del Nepote, sulla piazza del Castello, in comunicazione mediante estesa galleria.
   Cenni storici. — Di questo comune si hanno le prime memorie nel 1141. Vi esisteva a quei tempi un castello fortificato, con poche case attigue, e ne avevano la signoria i conti San Martino d'Aglič, discendenti dai marchesi d'Ivrea. Ebbe proprii statuti. Il forte fu espugnato nel 1536 da Cesare eli Napoli. La popolazione , fu decimata dalla peste nel 1600. Filippo d'Aglič convertiva nello stesso secolo il castello nel magnifico palazzo che tultora si ammira. Carlo Emanuele III lo acqui-I stava in favore di suo figlio, il duca del Chiablese, e lo arricchiva ed ampliava, come : altrettanto fecero i successori, specialmente re Carlo Felice e la sua vedova Maria Cristina. Passň alfine in proprietŕ al duca di Genova.
   Coli, elett. Torino V (Ivrea) — Dioc. Ivrea — P2 T.
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