G 250 Parte Prima — Alta Italia
Fig. 132. — Castello di Aglič (da fotografěa di V. Besso).
a settentrione e lago Pistono a levante. Notevoli le rovine di un antico fortilizio sopra un poggio (fig. 131), annoverato fra le piů belle costruzioni militari del medioevo. Parrocchia di S. Eusebio. Cereali, vino, frutta, calce carbonata ad uso di costruzioni, tre torbiere di abbastanza buona qualitŕ, ed un'importante cava di pietrisco calcare.
Cenni storici. — Gli antichi feudatari pigliavan nome dal luogo. Fu poi signoria dei Giordani e del marchese Bobba. L'ebbero da ultimo, con titolo comitale, gli Olliveri di Trana e i Vallesa.
Uomini illustri. — Originario di questo luogo fu inons. Colombano Chiaverotti de' conti di Monte Oliva, dotto e pio arcivescovo di Torino.
Coli, elett. Torino V (Ivrea) — Dioc. Ivrea — P3 ivi, T. ad Ivrea.
Mandamento di AGLIČ (comprende 6 Comuni, popol. 10,139). — Trovasi steso sulle belle e fertili pendici che segnano il limite tra la regione subalpina e la pianura. Ha folti boschi di castagni. Irrigano questo territorio e mettono in movimento varii ruolini e macchine idrauliche il Canale di Caluso, che, in vicinanza all'abitato di Aglič, cade da un'altezza di circa 5 metri, e i fěumieelli Malesina, Roggia, Rualdo e Lovisetta, le cui ghiaie contengono pagliuzze d'oro.
Aglič (3647 ab.). — Č uno dei borghi piů insigni del Canavese. Esso sorge sopra un colle presso la riva sinistra del Malesina, a 20 chilom. da Ivrea. Chiesa parrocchiale