G 250 Parte Prima — Alta Italia
le continue guerre che travagliarono il Piemonte. Dagli uni e dagli altri, come pure dai duchi sabaudi, venne a poco a poco munita di importanti fortificazioni, sicché il duca di Vendòme, venuto ad assediarla nel 1704, vi fu dattorno un buon mese prima di prenderla, quantuncjue si fosse vantato di venirne a capo in due giorni. Nel 1800 era occupata dagli Austriaci mentre il primo Napoleone scendeva, pel Gran San Bernardo, a cacciameli poi fin oltre Alessandria, per sconfìggerli in ultimo nella giornata memorabile di Marengo.
Uomini illustri. ¦— Molte famiglie cospicue e personaggi illustri ebbero origine in Ivrea. Citeremo fra le prime i Soleri, i Del Pozzo, i De Andreis, i Berlenda, i
Grassi, i De Prato, i De Riva e soprattutto i Perrone di San Martino. Fra le persone illustri ricorderemo, in primo luogo, due santi: Santa Giuliana e S. Gaudenzio, parecchi medici e giureconsulti di grido, i letterati Riorda de Alice, De Petro, Viola Uglia, il pittore Andrina, il can. Silvestro Tea, autore di pregiati scritti di sacra eloquenza. Coli, elett. Torino V (Ivrea) — Dioc. Ivrea P1 T. e Str. ferr. Ivrea-Aosta.
Bollengo (2666 ab.). — Sta in valle fra i colli della Serra e dell'Incisa, a chilom. 5.17 da Ivrea. Notevole l'antico castello situato sulla collina dell'Incisa. Vini rinomati.
Cenni storici. — E castello antichissimo, ricordato in varii diplomi sotto varii nomi : in alcune carte è chiamato Castelforte di Bolsengo. Fece parte dapprima del marchesato d'Ivrea, passò nel 1227 in feudo ai marchesi di Monferrato, e fu poi posseduto da varie famiglie col titolo di contea (1). Coli, elett. Torino V (Ivrea) — Dioc. Ivrea P2 ivi, T. ad Ivrea.
Burolo (1079 ab.). — Siede in anfiteatro su ridente collina, che, dagli Statuti della città d'Ivrea, risulta essere stata, in antico, coltivata anche ad ulivi, e con in vetta alcune vestigia di antico castello eretto ai tempi dei feudatari. Vini pregiati. Nel 1872
Fig. 130.
Chiesa di San Pietro in Pesano a Bollengo (dagli Atti della Soc. d'Archeol. di Torino).
(1) Ad oriente di Bollengo, nel sito detto Pesano, trovasi una singolare chiesuola dedicata a San Pietro (fig. 130), abbandonata dal 1886; essa venne costruita sin dal 1100, ed era officiata dal Capitolo d'Ivrea. La pianta di questa chiesa è un rettangolo diviso in due scompartimenti da lesene sporgenti che reggono un arcone e terminanti in un abside semicircolare. La lunghezza della chiesa è di m. 10 ed è larga m. 5. Non vi è vòlta, ma si vede la travatura del tetto a lastre in pietra disposte con una inclinazione a due falde su assicelle. L'ingresso della chiesa è dal campanile, il quale copre circa due terzi della facciata e ne sporge in avanti in. 2.80. Esso si innalza a sei piani, sveltissimo ed elegante, colla sommità un po' inclinata e coi lati non paralleli a quelli della chiesa, per cui dall'abside si presenta quasi secondo la diagonale del quadrato che ne forma la pianta (Atti della Società d1 Archeologia della Provincia di Torino, voi. V, fase. 2°, pag. 104).
Quasi a metà della Serra, ed in territorio di Bollengo, si leva solitaria e maestosa una torre antichissima, da quanto pare, del secolo XI. È il campanile della parrocchia di San Martino in Paerno, luogo distrutto a mezzo il secolo XIII.