Circondario di Aosta
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Malone, sino a San Benigno, ed, a settentrione, dalla Chiusella fin sotto Mazze. Ma in seguito la confederazione dei conti del Canavese si sciolse per le avverse fazioni per le quali i Valpergani e i San Martini si diedero a parteggiare ; imperocché i primi dichiararonsi ghibellini, devoti ai marchesi di Monferrato ed ai conti di Biandrate; e i secondi invece dichiararonsi guelfi, parteggiando pei conti di Savoia, pel principe d'Acaia e pel comune d'Ivrea.
Da ciò nacquero guerre sanguinose, le quali proseguirono, con varie vicende e con brevi intervalli di pace, fra i due partiti, finché, nel 1361, il conte Amedeo di Savoia, collegatosi con Galeazzo Visconti, mosse guerra al marchese del Monferrato, cacciando, nell'anno seguente, le bande inglesi dal Piemonte.
I signori del Canavese coslituironsi quindi vassalli di Amedeo VI, al quale furono assoggettati anche i conti di Masino dall'imperatore Carlo IV verso la fine del secolo successivo, e furono poi, nel 1372, dal marchese di Monferrato cedute, in un con Ghivasso, tutte le terre che possedeva nel Canavese.
Finalmente, nella pace di Cherasco del 1631, fu confermato ai duchi di Savoia l'intiero possesso del Canavese, il quale ebbe sotto il loro dominio, come ha tuttora, per capoluogo Ivrea.
Ma anche dopo di esser venuto in balìa elei principi di Savoia, il Canavese fu flagellato dai mali della guerra ; e nei celebri conflitti fra Carlo V e Francesco I, nel secolo XVI, fra la reggente Cristina e i suoi cognati verso la metà del secolo XVII, fra il Piemonte e la Francia durante la rivoluzione e le guerre napoleoniche, il Canavese ebbe sotto gli occhi frequenti spettacoli d'armi che resero vieppiù bellicosi i suoi abitanti.
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MANDAMENTI E COMUNI DEL CIRCONDARIO DI IVREA
appartenenti al distretto militare di ivrea
Mandamento di IVREA (comprende 5 Comuni, popolazione residente, censita al ; 31 dicembre 1881, 18,722 abitanti).
Ivrea (10,091 ab.). — La Dora scorre ai piedi dell'abitato, prima per breve tratto fra due alte ripe rocciose che lasciano un angusto varco alle acque, distesa quindi in ampio letto a cui fanno cornice due sponde selvose che vanno sensibilmente abbassandosi. Dei due ponti, oltre il recente per la ferrata (fig. 123), il più occidentale, detto il Ponte Vecchio, è di origine romana e fu rifatto nel 1716 (fig. 124) (1); l'altro, il Ponte Nuovo, è di costruzione moderna, ed ambedue mettono in comunicazione colla città il sobborgo di San Grato, detto anche il Borghetto, ove sorge la stazione ferroviaria. A valle di codesti ponti stendesi la lunghissima diga per la derivazione dell'importante Naviglio d'Ivrea, di cui abbiamo già discorso.
Percorrendo la via principale (via Palestro), la quale attraversa quasi per mezzo la città, osservansi non pochi edifizi ragguardevoli, negozi eleganti e varie piazze di
bell'aspetto. Fra i palazzi citeremo il nuovo palazzo municipale, sormontato da un
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(1) Sul parapetto di ponente del Ponte Vecchio, leggesi la seguente iscrizione : — canapitivm
^ontem i romanorvm opvs bello dirvtvm , victor amedevs sicilia rex , reddita pace , excis1s i/TRINQVE RVPIBVS , AMPLIOREM RESTITVEBAT , ANNO MDCCXVI.
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