Circondario di Aosta
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Territorio. — L'aspetto del suo territorio è assai ridente così per le sue campagne ubertose come per la varietà che ad ogni passo vi s'incontra di feraci praterie, di fitte boscaglie e di ben coltivati vigneti. La sua amenità è accresciuta dalle collinette e principalmente dalla Serra, che tende da nord a est e divide il circondario dal limitrofo Biellese.
Orografia. — Le principali montagne sono la Galisia, il Becco e il Selvino. Sopra i comuni di Bajo e Tavagnasco sorge anche il monte Gregorio, assai noto come quello che fu misurato dai celebri d'Aubisson e Mallet e servì loro di prova per alcune formole di misure barometriche.
Idrografia. — Cinque sono le valli principali del circondario d'Ivrea: vai di Locana, vai di Soana, valle di Cly, e quindi di Brosso, valle di Castelnuovo e valle di Montalto. La prima è bagnata dall'Orco, la seconda dal Galenca, la terza dal Chiusetta, la quarta dal Piova e la quinta dalla Dora Baltea; quest'ultima sbocca nella valle d'Aosta. La pianura del circondario, ingombra in qualche suo tratto di poggerelli, spiccasi dalle radici dei monti principali stendendosi verso mezzodì. La Dora Baltea ne irriga la parte orientale ove s'ingrossa del torrente Chiuseli». Vi si contano alcuni laghetti, fra i quali quello di Candia, del perimetro di 5.7 chilometri, e in prossimità d'Ivrea veggonsi due piccolissimi stagni. A Ceresole Reale, o Canavese, è una sorgente d'acqua minerale.
Fra i canali merita particolar menzione il li. Naviglio detto d'Ivrea, derivato, sotto Ivrea, dalla Dora Baltea, il quale passa in questo circondario per Albiano, Tina, Vestignè, Masino e Borgomasino, entra nel Vercellese, e, poco prima di toccare Vercelli, si divide in più rami, coi quali mette foce nella Sesia. Altro canale importante è quello di San Giorgio, derivato dall'Orco e la cui costruzione sotto Carlo Emanuele III costò somme ingenti. Per condurre l'acqua nelle sottostanti pianure di Caluso furono scavate, nelle collinette superiori, due gallerie, una della lunghezza di 378 m. e l'altra di 310. Nè questo nè il suddetto canale d'Ivrea sono mai asciutti nell'estate e trovansi anzi in tale stagione ricolmi d'acqua pel dimoiar delle nevi e lo struggersi dei ghiacciai, donde traggono origine i fiumi da cui derivano.
Mineralogia. — Come in quello d'Aosta, vi sono miniere, quantunque assai meno numerose ed importanti, anche nel circondario d'Ivrea. A Traversella trovasi una miniera di ferro e di rame, ma è sospesa da molti anni; un'altra miniera esiste nel territorio di Brosso e da questa si ottengono annualmente per circa lire 60,000 di pirite di ferro, utilissima sopratutto alla fabbricazione dell'acido solforico a Torino , (Ditta Sclopis e C.). Vi sono poi miniere di piombo, argento, oro a Ceresole e Noasca, ^ Vico Canavese e Drusacco, ma nessuna è lavorata. Sono anche da ricordarsi fra i giacimenti minerali le alluvioni aurifere del Canavese e precisamente nel letto della Dora, dell'Orco e del Malone.
Fra le curiosità naturali del circondario sono da ricordare la caverna di Bajo (ov'è pure una cava di marmo) con molti andirivieni ; e le cateratte dell'Orco, consistenti in più cascate, là dove, fra Noasca e Ceresole, precipita quel fiume, le quali, i quando abbondano le acque, si possono paragonare a quelle del Reno a Sciaffusa.
Prodotti agrari. — La florida agricoltura comprende boschi, prati, campi colti-,vati, in cui raccolgonsi biade, legumi, frutte d'ogni genere, ortaglie, ecc. I prodotti iprincipali però sono quelli dei bachi da seta e dei vini, fra i quali va rinomato lo
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