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La Patria. Geografia dell'Italia
Provincia di Torino
Gustavo Strafforello
Unione Tipografica Editrice Torino, 1890, pagine 614

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

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   Mandamenti e Comuni del Circondario di Aosta
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   Percorrendo la via principale si osservano alcune case del secolo XVI con porte e finestre in pietra da taglio perfettamente lavorate. All'estremità occidentale del paese sorgono i ruderi del cosidetto Castello di Pilato, il quale, nonostante il nome affibbiatogli dalla tradizione, non può risalire oltre il secolo XIII. In seguilo ad un incendio fu da parecchi secoli abbandonato, ed i signori di Nus se ne fabbricarono nel 1595, in luogo elevato, all'ingresso del vallone di St-Barthélemy, un altro assai bello, oggi abitazione di parecchie famiglie di villici. Dell'antico rimane solo una parte, in rovina, la quale fu convertita in magazzino e in rimessa. Fra i prodotti del territorio va segnalato il vino noto sotto il nome di malvasia di Nus.
   Cenni storici. — I signori di Nus possedevano quella terra ab antico, certo già nel XII secolo, e la tennero fino al 1736, in cui la famiglia si estinse dopo di avere fiorito sei secoli e prodotti non pochi personaggi distinti nella magistratura, nelle armi, ecc. Passò per via di donne al marchese Gius. Galeazzo Scarampi di Pruney. La parrocchiale, che è un antico priorato, passò, sul finire del XV secolo, sotto la dipendenza dell'Inquisizione di Vercelli.
   Coli, elett. Torino V (Ivrea) — Dioc. Aosta P2 T. e Str. ferr. Ivrea-Aosta.
   Pollein (559 ab.). — Giace a destra della Dora Bai tea, di fronte a Quart e St-Christophe, parte in piano e parte in monte. La chiesa parrocchiale è di antica data e fu ricostruita nel 1625. Molta caccia.
   Cenni storici. — Ebbe anticamente signori proprii, poi passò a far parte della signorìa di Brissogne e ne condivise le sorti. Nel 1390 Bona di Borbone, contessa di Savoia e madre di Amedeo VI, il Conte Rosso, donò le isole di Pollein al Capitolo di Sant'Orso.
   Coli, elett. Torino V (Ivrea) — Dioc. Aosta — P2 T. ad Aosta.
   Saint-Cristophe (1193 ab., alt. m. 620). — È suddiviso in molte borgatelle rurali sparse sui fianchi della montagna ed in piano, sulla sinistra della Dora, immediatamente ad est da Aosta. La parrocchiale sorge quasi isolata: sulla parete esterna del muro meridionale è affissa una lapide con iscrizione mortuaria romana; nell'interno, una grande statua di legno raffigurante S. Cristoforo che porta il Bambino ed una gran lastra marmorea con iscrizione funebre a S. Grato, morto nell'810, di cui copriva il sarcofago.
   Cenni storici. — St-Cristophe ha un'origine antica; non si conosce però che denominazione avesse prima di assumere quella sua attuale. Allorché Terenzio Var-rone, sconfitti i Salassi, eresse la città di Augusta Praetoria, questo luogo, che le era vicinissimo, divenne florido ed anche nei mezzi tempi era un paese ragguardevole, nel quale stabilironsi cospicue famiglie. Appartenne alla signorìa di Quart e ne seguì le sorti.
   Coli, elett. Torino V (Ivrea) — Dioc. Aosta — P3 T. ad Aosta.