Stai consultando: 'La Patria. Geografia dell'Italia Provincia di Torino', Gustavo Strafforello

   

Pagina (222/605)       Pagina_Precedente Pagina_Successiva Indice Copertina      Pagina


Pagina (222/605)       Pagina_Precedente Pagina_Successiva Indice Copertina




La Patria. Geografia dell'Italia
Provincia di Torino
Gustavo Strafforello
Unione Tipografica Editrice Torino, 1890, pagine 614

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

Aderisci al progetto!

   
[Home Page]




[ Testo della pagina elaborato con OCR ]

   G 216
   Parte Prima — Alta Italia
   Il mandamento attuale comprende, oltre l'antico Valdigne, anche i comuni di Arvier, Avise, St-Nicolas e Valgrisanche, di qua dallo stretto di Pierre Taillée.
   Morgex (1184 ab., alt. in. 920). — Sta sulla sponda sinistra della Dora, a 27 chilom. da Aosta, in un bel bacino. Territorio fertile, in parte montuoso. È l'ultimo comune della valle ove si coltivi ancora la vite, la quale però non va oltre i 1000 metri. Chiesa parrocchiale con grandioso aitar maggiore di legno scolpito, e quadro dell'Assunta, segnato Ja. Gnifeta più. 1706. La vòlta a padiglione raggiante dell'abside è decorata da stupendi freschi del 600. Sulla facciata è incastrata una lapide con iscrizione gotica. Al principio del paese, svoltando una viuzza, è una casa antica con torre rotonda e un grande stemma di Savoia col motto Fert. Nel centro del paese zampilla una fontana d'acqua eccellente derivata da una sorgente che sgorga di là della Dora, appiè di un balzo roccioso ove scorgesi l'ingresso di una piccola galleria. È la leggendaria fontana del beato Vuillerme, secondo curato della pieve di Morgex verso il secolo VII. A due terzi dell'abitato ergesi a destra l'alta e robusta torre del Castello dell'Archet, già della nobil famiglia di questo nome, che fu una delle primarie della Valdigne. L'edificio che circonda la torre, formando verso il centro un cortiletto, è in parte antico e in parte restaurato. Vi abitano alcune famiglie del paese, e qualche camerone serve di caserma in caso di passaggio di truppe. Dal sommo della torre, bel panorama del paese e dell'intiero bacino.
   Cenni storici. — Morgex, detta anticamente Morgensium e Morga nei tempi di mezzo, fu sempre ed è tuttora capoluogo della Valdigne.
   Coli, elett. Torino V (Ivrea) — Dioc. Aosta — P2 ivi, T. a Pré-St-Didier.
   Arvier (1127 ab., alt. m. 776). — In situazione pittoresca in un breve piano a dolce declivio, allo sbocco della stretta gola colla quale sembra non aprirsi, ma chiudersi, la valle di Valgrisanche, a 13 chilom. da Morgex e 14 da Aosta, con un laghetto detto di Bèse Pierre. Presso la chiesa gareggia in altezza coll'antico campanile una grossa torre quadrata, di cui diamo la veduta (fig. 110), unico avanzo del castello fatto costruire verso la fine del secolo XIII da certo Aymard de la Mothe, gentiluomo savoiardo. Passò, al principio del secolo XIV, alla casa d'Avise, la quale vi fece addossare i fabbricati ora in rovina. Il territorio d'Arvier produce i vini rinomati detti dell' Inferno. Le vigne sono scaglionate sulla sponda opposta della Dora, alle falde della scoscesa muraglia rocciosa dominata dal campanile di St-Nicolas. Resti notevoli dell'antica strada romana. Ponte romano e fonderie antiche nella frazione Liverogne. Dopo Arvier la valle si restringe in un'angusta e profonda gola, vera trincea scavata dalle acque nel duro sasso, la quale allargasi alcun poco, dopo un chilometro, negli stretti bacini di Runaz e Avise, per richiudersi nuovamente, poco più alto, nella celebre stretta di Pierre Taillée, una volta chiusa con porta e ponte levatoio, per la quale entrasi nella Valdigne.
   Coli, elett. Torino V (Ivrea) — Dioc. Aosta — P2 ivi, T. ad Aosta.
   Avise (635 ab., alt. m. 762). — Gruppo pittoresco di case rusticane e di edifizi feudali, fra dirupi scoscesi, in uno sfondo a sinistra della Dora; piccola oasi di verdura che rallegra l'occhio e la mente tra la gola selvaggia che segue Arvier e quell'altra, anche più orrida e più lunga, di Pierre Taillée. Due castelli della nobile e antica famiglia d'Avise, estinta nel 1729: uno sotto la chiesa detto Castello di Blonay, perchè appartenne in comune, dal 1649, ai signori di questo nome ed a quelli d'Avise, con una gran torre quadrata ; l'altro meno antico e meglio conservato, poco lungi dalla chiesa, fatto innalzare verso il 1492 da Bonifacio, signore di Avise. La chiesa, bellamente restaurata, ha buoni quadri, specialmente il primo a sinistra. Il campanile antico p di stile lombardo. Ricca miniera di ferro scoperta nel 1832.
   Coli, elett. Torino V (Ivrea) — Dioc. Aosta — P2 a Arvier, T. ad Aosta.