Mandamenti e Comuni del Circondario di Aosta 213
pezzi fucinati. Questa produzione può essere triplicata, e suscettibile di grande aumento è anche la forza motrice di 200 cavalli. Fra i vari forni uno è del tipo Martin-Siemens e può produrre 120,000 chilogr. di ferro omogeneo in 24 ore. La ditta Mongenet possiede altri due stabilimenti siderurgici: uno a Carema, l'altro a Verrès.
Cenni storici. — Pont-St-Martin fu antico feudo dei signori di Bard, e fu attribuito a Vuillerme, fratello di Ugo De Bardo, per convenzione del 1147. I discendenti di Vuillerme, col titolo di signori di Pont-St-Martin, tennero quel feudo fino alla loro estinzione, che fu nel 1737. Nel 1745, con titolo di baronìa, fu ceduto al signor Ducretton, e poco dopo, al conte Nicola di Bard (di altro ramo, che nulla aveva di comune coll'antica famiglia di quel nome).
Coli, elett. Torino V (Ivrea) — Dioc. Aosta — P2 T. e Str. ferr.
Mandamento di GIGNOD (comprende 11 Comuni, popolaz. 7840 ab.). — Questo mandamento occupa l'intiera valle del Buthier, che si apre immediatamente a nord da Aosta, e, dopo Gignod, si biforca nelle due lunghe e tortuose valli del Gran San Bernardo e di Valpelline, delle quali l'una fa capo al celebre Ospizio, e l'altra, ripiegandosi verso nord-est, va a confinare colle alte vette della Valtournanche. La pretura ha sede in Aosta.
Gignod (1465 ab., alt. m. 994). — Giace sulla destra del torrente Buthier e sulla strada del Gran San Bernardo, in molte borgate sparse, a nord da Aosta, da cui dista 6 chilometri. Il castello dei signori di Gignod sorgeva sull'altura dove trovasi al presente la parrocchiale. Sopra un rialto vicino vedesi ancora la così detta Torre di Gignod, unico avanzo di un forte costruito verso il 1536 per impedire la calata dei protestanti svizzeri dopo la fuga di Calvino. Vi si gode di una bella vista: a nord, dei monti Velan e Combin; a nord-est, della lunga e stretta Valpelline; e a sud, dei monti Emilius e Becca di Nona.
Cenni storici. — Gignod nel medio evo fu titolo di una signoria importante che comprendeva le parrocchie di San Stefano (Aosta), Gignod, Étroubles, St-Oyen, St-Rhémy, Allain e Douves, sotto il dominio di varii signori, ai quali fu tolta nel 1240 dal conte Amedeo IV, in punizione della loro tirannia. La possedettero quindi i signori di Quart fino all'estinzione della loro famiglia, che avvenne nel 1378. Passò allora alla Corona, poi da Carlo Emanuele I fu accordata in dono a Gianfrancesco La Crete, suo consigliere e primo segretario di Stato, erigendola in baronìa (anno 1584). A questo titolo unì il diritto di precedenza su tutti gli altri signori della valle d'Aosta che non erano baroni, il che fece nascere da parte di questi una fiera opposizione. La questione non fu risoluta vivente il La Créte, ma solo nel 1632, in favore del marchese Carlo Emanuele Pallavicino di Ceva, il quale gli era succeduto nel feudo baronale. Però, invece di prender posto immediatamente dopo i baroni di Vallesa, come già pretendeva il La Créte, gli si fecero precedere le case di Nus, Quart e Cly.
Coli, elett. Torino V (Ivrea) — Dioc. Aosta — P2 ivi, T. ad Aosta.
Allain (751 ab.). — Sul pendio della montagna, a sinistra del torrente; è il primo comune della biforcazione che tende al Gran San Bernardo. L'antica chiesa parrocchiale, posta più in alto, dovette essere abbandonata per cedimento del terreno. Boschi, pastorizia, bestiame e formaggi.
Coli, elett. Torino V (Ivrea) — Dioc. Aosta — P2 T. ad Aosta.
Bionaz (270 ab., alt. m. 1600). — Dà il nome all'alta Valpelline, di cui occupa l'estremità, ricinta da montagne altissime, con boschi, pascoli e bestiame numeroso, vasti ghiacciai ed alti valichi verso la Svizzera, la Valtournanche e la valletta di Saint-Barthélemy.
Cenni storici. — Appartenne al mandamento feudale di Quart e ne seguì le sorti.
Coli, elett. Torino V (Ivrea) — Dioc. Aosta — P2 a Valpelline, T. ad Aosta.