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Parte Prima — Alta Italia
giganteggia, in capo alla valle, il grandioso scenario di rupi e ghiacci del Lyskamm (4279 m. parte del gruppo del monte Rosa), il quale è nella catena alpina una delle montagne più ammirate, frequentate ed ascese.
Il clima è dei migliori delle Alpi. L'aria pura che vi si respira è imbalsamata e vivificata dall'immensa distesa di pascoli fioriti e di foreste di coniferi che ammantano ogni declivio. L'acqua delle sorgenti è cristallina, fresca, saluberrima. I due Gressoney sono perciò stazioni estive di primo ordine, con casine linde, pulite, di forma graziosa, dipinte a lieti colori. Gli abitanti parlano un antico dialetto germanico detto burgundo dai linguisti e molto affine a quello parlato nelle valli svizzere dall'altra parte del monte Rosa, d'onde vennero evidentemente i primitivi coloni. Le donne portano un costume pittoresco, speciale del loro paese, composto di una sottana rossa, un busto nero, ed un berretto talvolta ricchissimo. Gli uomini emigrano in Germania, o nella Svizzera tedesca, attrattivi dalla comunanza di linguaggio e d'origine, e dedicansi specialmente al commercio. A St-Jean si sta bene, tanto ali 'Hotel du Mont Rose, in situazione propizia per godere la vista del monte Rosa, quanto alla Pension Delapierre, dieci minuti discosto verso sud sulla strada pel colle di Valdobbia. In ambedue si può fare la cura lattea. Palazzina elegante del barone Peccoz, ove alloggiò nell'agosto del 1889 S. M. la Regina Margherita con suo figlio S. A. il principe di Napoli.
Cenni storici. — I due Gressoney appartenevano per circa due terzi ai conti di Challant e per l'altro terzo ai signori di Vallesa.
Coli, elett. Torino V (Ivrea) — Dioc. Aosta — P2 T. a Saint-Jean.
Hóne (910 ab.). — Siede sopra un rialto in mezzo ad un verde piano, sulla destra della Dora Baltea, e la sinistra del torrente di Ghamporcher, la cui valle ha qui termine. Bella veduta del vicino forte di Bard. Presso la stazione sorgono le officine pel raffinamento del rame di Ollomont, fuso a Valpelline, ora chiuse.
Cenni storici. — Hòne fece in addietro parte del mandamento di Bard e ne seguì le sorti. Fu poi con Ghamporcher ai Bruiset; nel 1694, infeudato con Vert (frazione di Donnaz) ai conti Marelli, e dopo i Marelli, ai nobili Gippa oriundi di Varallo.
Coli, elett. Torino V (Ivrea) — Dioc. Aosta — P2 T. e Staz. str. ferr. comune con Bard.
Issime (1620 ab., alt. m. 950). — Sta nel punto più centrale della valle della Lesa, con abitazioni in gran parte di aspetto agiato e con belle ed eleganti casine per villeggiare. Bel campanile del secolo XI nella parrocchiale, la cui facciata è tutta occupata da una stupenda pittura a fresco rappresentante il Giudizio universale, guasta però da un preteso restauro del 1701. Bellissima fontana. Bella popolazione, dialetto di origine tedesca. Gli uomini emigrano nell'estate, per varie professioni, il più muratori.
Cenni storici. — Issime fu capoluogo del mandamento della Vallesa sino al novembre del 1801.
Coli, elett. Torino V (Ivrea) — Dioc. Aosta — P2 ivi, T. a Pont-Saint-Martin.
Lillianes (959 ab., alt. m. 655). — È situato quasi al principio della valle della Lesa, a due ore da Pont-St-Martin, in un piccolo allargamento della valle, ma in giacitura poco bella. La parrocchiale sorge di là del torrente, con nel coro un busto marmoreo di mons. Jans, vescovo d'Aosta, nativo di Lillianes e morto nel 1872. Nella casa comunale si osserva un fresco di soggetto biblico con lo stemma di Savoia e la data del 1644. In vicinanza antiche fonderie in cui trattavasi un minerale aurifero. Emigrazione estiva come ad Issime.
Cenni storici. — Lillianes credesi d'origine romana; fece parte del mandamento ciclici V&llcsd»
Coli, elett. Torino V (Ivrea) — Dioc. Aosta — P2 T. a Pont-Saint-Martin.