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La Patria. Geografia dell'Italia
Provincia di Torino
Gustavo Strafforello
Unione Tipografica Editrice Torino, 1890, pagine 614

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

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   G 208
   Parte Prima — Alta Italia
   addossato ad una rupe che sorge a guisa di scoglio in mezzo alla valle e in vetta ad essa ergesi la parrocchiale sull'area di un castello distrutto nel XIII secolo, già dei signori di Bard, del quale rimane però in piedi una torre merlata senza porte (il maschio). Il torrente Ayasse forma, nel profondo burrone sottostante al paese, due belle cascate. L'inferiore, la più alta, gittasi entro un'enorme conca scavata dalle acque e detta Goille dou Portzet, e ne viene rimbalzata a grande distanza. Amianto, rame, piombo solforato.
   Cenni storici. — Appartenne ai signori di Bard, ed il castello fu bruciato durante le contese tra i fratelli Ugo e Vuillerme. Seguì poi le sorti del mandamento di Bard, fino al 1592, che ne fu staccato a favore del signor Bruiset, e dopo tolto ai Bruiset, fu dato ai Freydoz che presero titolo baronale.
   Coll. elett. Torino V (Ivrea) — Dioc. Aosta — P2 a Bard, T. ivi.
   Fontainemore (1341 ab.) — Giace nella valle di Gressoney o Vallesa, tra Lillianes ed Issime, sulle due sponde del torrente, che valicasi sopra un ponte ardito in pietra di un sol arco, come appare dalla veduta che diamo qui del paese (fig. 106). La borgata di qua ha due modeste osterie con letti e qualche negozio. Di là sorge la parrocchiale, riedificata nel 1679; conserva traccie di arte medievica, principalmente nel coro. La porta va ornata di fregi bellissimi e di figure sacre intagliate. Dopo Fontainemore la strada prosegue sulla sponda destra e la valle si restringe sino alla borgata Colomba, sulla sponda opposta del torrente; si riallarga quindi per breve tratto, poi si rinserra di bel nuovo ali 'Orrido di Guillemore, di cui diamo parimente una veduta (fig. 108), baratro profondo in cui precipitano furiose le acque del Lesa. Si gode la vista della bellissima cascata scendendo ad un ponticello che accavalcia l'abisso. Emigrazione attiva degli uomini nella bella stagione, specialmente per la professione di muratore.
   Coli, elett. Torino V (Ivrea) — Dioc. Aosta — P2 T. a Pont-Saint-Martin.
   Gressoney-la-Trinité (214 ab., alt. m. 1265) e Gressoney-St-Jean (909 ab., alt. m. 1385). — La valle di Gressoney (ove si recò sullo scorso agosto la nostra graziosa regina Margherita) è la prima che s'incontra a destra risalendo la gran valle d'Aosta. Incomincia dal piovente meridionale del monte Rosa e del Lyskamm, scende in direzione meridionale, divenendo assai tortuosa nella parte media ed inferiore, finché termina a Pont-St-Martin. Vi scorre il torrente Lys o Hellex, in italiano Lesa, che sgorga dai ghiacciai delle suddette montagne, di che chiamasi anche valle della Lys o Hellex e, più brevemente, Vallesa, da cui presero il nome i potenti Vallesa, signori di quella valle e di molti altri feudi, che diedero non pochi personaggi illustri nelle armi, nella diplomazia, nella magistratura e nel clero. La valle di Gressoney comunica, per valichi agevoli, a est con le valli dell'Elvo e del Cervo (Biellese) e conia Valsesia, e, ad ovest, con quella di Challant-Ayas. In fondo, ossia a nord, con la Svizzera (valle di Zermatt) ma solo per vie malagevoli attraverso ghiacciai ed alti valichi. E una delle valli più pittoresche e più frequentate, seconda per importanza, come stazione alpina, soltanto a quella di Courmayeur (fig. 107). Gressoney-la-Trinité, il più alto, se non ha l'aspetto gentile ed agiato come il suo omonimo e vicino Gressoney-St-Jean, ha però dintorni ugualmente pittoreschi e di carattere più alpino, a cagione della maggior vicinanza ai ghiacciai, ed offre un soggiorno non men gradevole al villeggiante e comodo soprattutto all'alpinista. Poco lungi dalla chiesa parrocchiale è il rinomato e confortevole Hotel Tliédy,
   Gressoney-Saint-Jean giace come il precedente, ma più al basso (1385 m.), nel bacino superiore della valle di Gressoney, quasi alle falde del monte Rosa, in mezzo ad una vasta ed incantevole spianata a praterie verdissime, fiancheggiata da balze boschive e pastorali variamente pittoresche. Come sfondo comune ai due villaggi,