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La Patria. Geografia dell'Italia
Provincia di Torino
Gustavo Strafforello
Unione Tipografica Editrice Torino, 1890, pagine 614

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

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   G 202 Parte Prima — Alta Italia
   ed è diviso in due dal suddetto torrente Marmore. Le case sono sparse graziosamente in lieve ed ameno pendìo, e la via principale, che è la stessa strada della valle, corre in mezzo a due file di case pulite e di palazzine sino al gran ponte moderno costruito nel 1766. E ad un sol arco di m. 22 di corda ed alto 41 m. dal pelo dell'acqua (fig. 103). Da quello, guardando verso sud, scorgesi più in basso un altro ponte, e sotto di questo, l'arco di un antico ponte romano. La parrocchiale vuoisi eretta sull'area di un tempio dei Seviri Augustali e ciò si argomenta da alcune lapidi sepolcrali romane scoperte sul sito. Il campanile, con traccie di freschi antichi, ha la data del 1607. Dal piazzale scopresi un bel panorama della valle sino ai ghiacciai lontani del Rutor. Verso est dominasi il ridente bacino di St-Vincent, il corso della Dora sino alla gola di Montjovet e i primi contrafforti della valle di Challant. Sul breve altopiano che sovrasta al borgo e alla chiesa sorge il castello-villeggiatura dei conti Passerin d'Entrèves, di aspetto tutto moderno, con parco, archivio con carte dei Challant ed un antico messale manoscritto con miniature preziosissime. Poco lungi dal capoluogo, sopra un'alta rupe a destra della Dora, ergesi il Castello d'Ussel (fig. 104).
   Cenni storici. — Nei tempi romani, Chàtillon doveva essere un vico importante lungo la strada consolare ; in mancanza di altre testimonianze, lasciano così supporre le suddette lapidi ed il ponte romano sul Marmore di cui vedesi tuttora un'arcata. Chàtillon divenne poi feudo dei signori di Challant che vi eressero tre castelli : uno sul poggio di Saint-Clair vicino alla Dora dove fu l'antico Burgum Ripae, da secoli completamente distrutto, e gli altri due già nominati, di Ussel e del capoluogo; quest'ultimo fu intieramente rimodernato.
   Coli, elett. Torino V (Ivrea) — Dioc. Aosta — P3 T. e Str. ferr. Ivrea-Aosta.
   Antey (1090 ab., alt. m. 1080). — Situato nel tlialvegg della Valtournanche con in alto un laghetto ove abbondano pesci. È il paese più antico di quella valle. Campanile del XIII secolo. La chiesa dipende dai Canonici regolari di Verrès.
   Cenni storici. — Antey apparteneva alla signoria di Cly. Era sede di un tribunale.
   Coli, elett. Torino V (Ivrea) — Dioc. Aosta — P2 T. a Chàtillon.
   Chambave (989 ab.). — Giace in pianura, a sinistra della Dora Baltea, ad est da Aosta da cui dista chilom. 18.71. La povera borgata che forma il capoluogo è difesa a nord-ovest da un riparo contro le irruzioni subitanee del torrentello Arbera, il quale scende dalle alture di Saint-Denis. La chiesa ha titolo di priorato e credesi fondata nel X secolo dai marchesi di Monferrato. Umberto II di Savoia la diede ai monaci Benedettini prima del 1100, e questi la cederono ai Canonici regolari di Verrès nel 1181. Nel 1412 il priorato di Chambave venne riunito alla mensa vescovile e nel 1421 fu eretto in commenda. La collina di Chambave è tutta a vigneti. E rinomatissimo il suo moscato, ma la produzione è piccola ed ogni anno va scemando.
   Cenni storici. — È luogo antico assai ed appartenne alla baronìa di Cly.
   Coli, elett. Torino V (Ivrea) — Dioc. Aosta — P2 T. e Str. ferr. Ivrea-Aosta.
   Chamois (346 ab.). — È uno dei villaggi più alti delle Alpi, a 1815 m., sulla parete sinistra della Valtournanche, in sito alpestre. Fu soggetto alla giurisdizione dei castellani di Montjovet. Coli, elett. Torino V (Ivrea) — Dioc. Aosta — P3 T. a Chàtillon.
   Emarèse (489 ab.). — Si compone di 4 borgate con chiesa parrocchiale a m. 1048, da cui si gode una magnifica prospettiva dell'alta e bassa valle d'Aosta. Rinomata Caverna del ghiaccio e cave di amianto. Alcune statuette in bronzo dell'epoca romana, scoperte nel 1798, furono inviate a Parigi.
   Cenni storici. — Fece parte del mandamento di Montjovet ; poi fu dato in feudo alla famiglia Roncas, e da questa ai De Cré; passò poi con titolo di baronìa ai Vagina d'Ivrea. Coli, elett. Torino V (Ivrea) — Dioc. Aosta — P2 T. a Saint-Vincent.