Mandamenti e Comuni del Circondario di Aosta
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Fig. 94. — Arco di Augusto in Aosta (da fotografìa di V. Besso).
4 luglio 1886 in mezzo ad un ampio terreno destinato a giardino pubblico di fianco alla strada della stazione ferroviaria.
Ma più che pei moderni, Aosta va rinomata pei monumenti antichi, romani e medievici. Dei romani, oltre le mura precitate, citeremo l'Arco in onore di Augusto per la disfatta dei Salassi, il più antico di quanti furono innalzati ai Cesari, assai ben conservato e rassomigliante all'Arco di Tito in Roma (fig. 94); il Ponte Romano nella borgata Pont-de-Pierre, di un solo arco ampio, solido e di perfetta costruzione; la Porta Pretoria (fig. 86), a tre arcate e due ordini paralleli ; il Teatro (fig. 87), rovina imponente con muro altissimo di quasi 22 m. poco lungi dalla detta Porta; VAnfiteatro (fig. 96), anch'esso in rovina, con una seguenza di otto arcate in linea curva e con pilastri ornati di colonne marmoree ; il Magazzino militare, vasto edificio rettangolare a doppio ordine di portici, quasi intieramente sepolto; il bastione romano detto Pailleron; le cloache; resti del foro, di terme, di tempii; iscrizioni lapidarie, vasi, statue e altri oggetti testimonianti la lunga dimora che vi fecero i Romani.
Fra le antichità dell'evo-medio primeggiano la Torre di Bramafam (fig. 95), che fa parte di un castello disabitato e parzialmente in rovina, costruito verso il secolo XII dai primi signori della nobile e potente famiglia dei Challant; la Torre del Podestà o delle Prigioni, anticamente dei nobili De Palatio, poi sede del balivo o podestà ed era convertita in prigione (fig. 98); la torre detta Tourneuve, rotonda e merlata, eretta dai visconti d'Aosta; la Torre del Lebbroso (fig. 91), quadrata, resa celebre dal De-Maistre col suo racconto pietoso Le Lépreux de la eité d'Aoste, ed appartenente