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La Patria. Geografia dell'Italia
Provincia di Torino
Gustavo Strafforello
Unione Tipografica Editrice Torino, 1890, pagine 614

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

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   Mandamenti e Comuni del Circondario di Aosta
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   insigni. Lo storico 6. B. De Tillier, che fu dal 1700 al 1742 segretario degli Stati d'Aosta, lasciò il suo prezioso Historique, qui sopra citato, che è acclamato il lavoro più completo e più coscienzioso che siasi fatto intorno alla storia aostana.
   Nella religione primeggiano Sant'Anselmo, dei signori De la Tour de Gressan, proclamato dottore della Chiesa; il papa Innocenzo V, che usci dalla nobile famiglia Des Cours di La Salle; il cardinale Antonio di Challant. La maggior parte dei vescovi della diocesi si distinsero per virtù e dottrina, non solo nella loro missione spirituale, ma anche nelle faccende amministrative e politiche del paese, essendo chiamati a pigliar parte negli Stati generali e nel Consiglio dei Commessi. Però non è esatto il dire, come taluni scrissero, che molti ebbero i natali nella valle: dal vescovo Ferrandin, morto nel 1399, a monsignor Jans, eletto nel 1807, furono tutti forestieri. Sono altresì degni di onorata memoria il priore Giorgio di Challant, consigliere del duca Amedeo II e munifico fondatore e ristauratore di artistici monumenti; il priore Gal, per le sue ricerche archeologiche e storiche; il P. Laurent (Lachenal), cappuccino e scienziato distinto, fondatore, nel 1867, del Rifugio dei poveri (1); il canonico Carrel, botanico, geologo ed alpinista.
   In principio di questo secolo ebbero bella fama il generale Cerise, al servizio di Napoleone Bonaparte, e il dottore Lorenzo Cerise, a cui la città di Aosta, sua patria, eresse un monumento. Non si deve infine tacere che fu Innocenzo Manzetti, d'Aosta,
   il primo inventore del telefono nel 1864.
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   MANDAMENTI E COMUNI DEL CIRCONDARIO DI AOSTA
   APPARTENENTI AL DISTRETTO MILITARE DI IVREA
   Mandamento di AOSTA (comprende 12 Comuni, popolaz. residente 18,789 ab.).
   Aosta (7376 ab., alt. m. 583). — Trovasi questa città nella valle che porta il suo nome, sulla sinistra della Dora Baltea, allo sbocco del torrente Buthier (Bautegium). Partendo dalla stazione della ferrovia, che è posta a mezzogiorno della città, sotto le antiche mura romane, si giunge tosto sulla piazza Carlo Alberto, bellissima, nella quale campeggia il monumentale palazzo di città, inaugurato nel 1842. Dalla piazza, s'imbocca verso ovest la via principale, che poco più lungi, al quadrivio di llroix-de- Ville, si biforca nelle due strade nazionali al Grande ed al Piccolo San i3ernardo. Su questo tratto di via e nella piazza sono i negozi principali. Quaranta f-irca sono le altre vie e viuzze, frammezzate da quattro piazze, fra cui primeggia a Carlo Alberto già nominata.
   ; Aosta è cinta di mura con sei porte; a nord, la Perthuise o dei Cappuccini, e quella ili San Stefano; a sud, porta Pailleron, con quella Beatrix, o Bramafam ; a ovest, (uella già Decumana (2), poi di St-Genis, ed ora di Savoia; a est, la porta Pretoria, ili cui diamo una veduta (fig. 86).
   i (1) Il 29 ottobre 1889 venne inaugurata a questo insigne benefattore del paese una statua, col-jjcata sulla facciata stessa dell'edificio da lui fondato.
   i. (2) La porta Decumana fu demolita nel 1812 al tempo dei Francesi, per ordine del Prefetto del (•ipartimento della Dora.