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La Patria. Geografia dell'Italia
Provincia di Torino
Gustavo Strafforello
Unione Tipografica Editrice Torino, 1890, pagine 614

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

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   G 192
   Parte Prima — Alta Italia
   ristorazione fa ricostituito e più tardi riconosciuto solennemente da Carlo Alberto in occasione della nascita del principe Amedeo, che fu creato duca d'Aosta. Cessò quando un nuovo assetto amministrativo fu esteso a tutti gli Stati del re di Sardegna.
   Erano famose le Udienze generali, che i conti e i duchi di Savoia tenevano personalmente in Aosta ogni sette anni.
   Al tempo delle lunghe guerre tra Francia e Spagna, dalla metà del secolo XVI alla fine del XVII, la valle d'Aosta potè salvarsi dagli orrori delle invasioni, stipulando colle potenze belligeranti vari trattati di neutralità; perciò ebbe nome di Aoste la Pucelle. Ma nel 1691, non essendole stato concesso di rinnovare i trattati, fu invasa ed orribilmente devastata dai Francesi. Nel 1704 fu di nuovo invasa dai Francesi e dai medesimi occupata fino al 1706, che dovettero abbandonarla dopo la sconfìtta di Torino. Nel 1680, l'intiera valle fu orrendamente travagliata dalla peste, che distrusse, dice il De Tillier, 75,000 abitanti (allora passavano i 100,000).
   Infine, non può tacersi il famoso passaggio del San Bernardo compiutosi nel 1800 dall'esercito francese, comandato dal primo Napoleone.
   Troppo ci dilungheremmo se tutte togliessimo a narrar le vicende a cui andò soggetta la valle d'Aosta dall'evo-medio ai moderni tempi, e rimandiamo perciò il lettore alle due magnifiche pubblicazioni illustrate : La Vallèe d'Aoste di Edoardo Aubert, e le Antichità d'Aosta, ecc. di Carlo Promis, ed aW'Historique de la Vallèe d'Aoste par J. B. De Tillier Secrétaire des Etats, recentemente pubblicata e della quale si sta ora ultimando una seconda edizione.
   Legislazione speciale. — La valle d'Aosta aveva in diritto civile usi e costumi speciali. Nel 1572, con permesso del duca Emanuele Filiberto, fu nominata una Commissione di dodici membri per ridurli in iscritto, ed ebbe a presidente il signor Gio. Goffredo Ginod, vescovo di Belley, consigliere di Stato e senatore di Savoia. L'immenso lavoro di quella Commissione fu compiuto e pubblicato nel 1586, ed è un vero monumento di sapienza e di dottrina antica, col titolo Coutumes générales du Duché d'Aoste. La prima edizione fu fatta a Chambéry; una seconda in Aosta nel 1685, coi tipi di Riondet stampatore.
   Uomini illustri. — La valle d'Aosta ebbe personaggi illustri, sopratutto nelle armi, nella diplomazia e nella religione, la maggior parte usciti dalle famiglie nobili. Quella dei Challant diede Eballo detto il Grande, il famoso Ibleto, capitano generale del Piemonte, governatore di Nizza e tutore del Conte Eosso; i marescialli di Savoia Bonifacio e Renato, ed una moltitudine d'altri personaggi illustri, quali Goffredo, senatore di Roma; Francesco, primo conte; Aimone, governatore di Amedeo VII; il cardinale Antonio, cancelliere della Santa Sede e legato in Germania, Inghilterra ed al concilio di Costanza; Giacomo e Claudio, balivi d'Aosta, ed altri molti, che tutti coprirono altissime cariche e furono in ogni tempo i più fedeli e validi sostegni della Casa di Savoia.
   Le famiglie dei signori di Quart, Nus, Avise, Sarriod la Tour, ecc., diedero non pochi magistrati, guerrieri e prelati venuti in fama. I baroni di Vallesa ricorrono di frequente nella storia subalpina, fino al barone Alessandro che fu, dopo il 1815, ministro degli affari esteri per gli Stati Sardi. I Roncas, i Tillier, i Vulliet, i Fabri, i La Créte occuparono le più alte cariche presso i principi di Casa Savoia. Pier Leonardo e Pier Filiberto Roncas vanno ricordati sopra tutti, come uomini veramente